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Sabato 23 Settembre 2017 | 11:24

Bulgaria - «Barese killer dei comunisti»

"Sunday Times": Francesco Giullino - nato nel '46 in Puglia e di cui si sono perse le tracce da tempo - avrebbe ucciso un giornalista "scomodo" a Londra nel '78
LONDRA - Sarebbe un italiano naturalizzato danese il killer che 27 anni fa a Londra uccise il dissidente bulgaro Georgi Markov con un ombrello dalla punta avvelenata. Lo rivela oggi il "Sunday Times", citando l'inchiesta condotta dal giornalista bulgaro Hristo Hristov.
Il nome dato al presunto assassino è Francesco Giullino, nato a Bari nel 1946. Nel 1970 sarebbe stato reclutato dal Durzhavna Sigumost (Ds), il servizio segreto bulgaro ai tempi del regime comunista. Era stato pizzicato dalla polizia con droga e valuta e posto di fronte alla scelta fra passare un lungo periodo in carcere o fare la spia al servizio di Sofia scelse la seconda opzione.
Fu utilizzato dal Ds prima per spiare stranieri che si trovavano in Bulgaria e poi fu inviato all'estero, prima in Danimarca, poi in Belgio, Italia e Turchia. In quegli anni utilizzò una serie di coperture, fra le quali quella di antiquario ambulante, girando con un caravan con targa austriaca.
L'ordine di uccidere Markov - un dissidente che dava particolarmente fastidio a Sofia perché lavorava come giornalista nel servizio internazionale della Bbc - arrivò dal generale Stoyan Savov, vice ministro degli Interni con la responsabilità della sicurezza dello Stato.
Giullino, nome in codice "agente Piccadilly", nel 1977 e 1978 fece tre viaggi a Londra. Il 7 settembre 1978, Georgi Markov, mentre era in fila per salire su un autobus sul ponte di Waterloo sentì su una coscia la puntura di una punta di ombrello che nella calca apparentemente era sfuggito di mano ad un uomo di costituzione robusta che chiese scusa e poi si allontanò salendo su un taxi. Markov, 49 anni, sul momento non prestò attenzione al piccolo incidente e continuò il viaggio verso casa. Tre giorni dopo era morto.
L'8 settembre, il giorno successivo all'avvelenamento di Markov, Giullino prese un aereo da Londra all'Italia.
Nel 1993 Scotland Yard ebbe una soffiata su Francesco Giullino come il possibile assassino dell'ombrello. Il 5 febbraio di quell'anno l'uomo a Copenhagen fu interrogato per sei ore da investigatori britannici e danesi. Ammise di aver avuto rapporti con i servizi segreti bulgari, ma negò di essere coinvolto nell'omicidio di Markov. Fu rilasciato perché i danesi non avevano appigli legali per trattenerlo. Il ministero della Giustizia danese mandò comunque un'urgente nota diplomatica al governo bulgaro, ma non ricevette alcuna risposta.
Il 18 aprile 1993, Giullino lasciò la Danimarca. Due mesi dopo la sua casa a Copenhagen fu messa in vendita. Da allora si sono perse le sue tracce, ma Hristov ritiene che sia ancora vivo.
Il giornalista è riuscito a ricostruire la storia sulla base di documenti dei servizi segreti bulgari che Rumen Danov, consulente per la sicurezza nazionale di Zheliu Zhelev, il primo presidente post-comunista del Paese, considera - secondo quanto riferisce "Sunday Times" - autentici.

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