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Martedì 26 Settembre 2017 | 22:08

Legambiente denuncia nuovi espianti di ulivi secolari

Preneste Anzolin, componente del Coordinamento Provinciale di Taranto di Legambiente: nel territorio di Palagiano si è proceduto all'abbattimento di alberi molto vecchi
PALAGIANO (TA) - Denunciato un nuovo caso di espianto di ulivi secolari nell'area ionica.
A denunciare quest'ultimo scempio al patrimonio vegetale mediterraneo è Preneste Anzolin, componente del Coordinamento Provinciale di Taranto di Legambiente, in quanto nel territorio di Palagiano si è proceduto ieri sera all'abbattimento di ulivi secolari su un vasto appezzamento di terreno.
«Sappiamo, purtroppo, che spesso per estirpare questi vecchi patriarchi di ulivo - ha denunciato Legambiente nel suo esposto a diversi organi inquirenti e di controllo - che è sufficiente presentare una domanda all'ispettorato provinciale dell'agricoltura. L'autorizzazione all'abbattimento è concessa nei casi di improduttività o scarsa produttività del fondo, per l'esecuzione di opere di miglioramento fondiario».
Una legge inorganica ed inidonea in difesa di questi monumenti vegetali consente che il patrimonio delle "radici" e della storia della capitale della Magna Grecia prenda facilmente le strade extraregionali, per trasformarsi in piante ornamentali.
«La Regione Puglia - evidenzia Legambiente - non ha ancora una legge organica che protegge questi patriarchi della Natura, e si auspica in merito un immediato provvedimento, anche se con la legge regionale 14/01, art. 30, è stato istituito "l'albo dei monumenti vegetazionali" con il quale s'intende proteggere dall'espianto, censire ed iscrivere in un apposito registro tutti quegli "esemplari vegetazionali che per le loro caratteristiche costituiscono elemento caratteristico del paesaggio pugliese».
Le disposizioni in materia consentono, infatti, che ora si possano sradicare gli ulivi del diametro di un metro e più e si possano rimpiazzare con alberelli della stessa specie ma del diametro di un dito.
Rimane, comunque, la certezza che la legge non consente l'espianto della pianta ed il suo successivo reimpianto. «La pianta - sostiene Anzolin - non può essere assolutamente venduta "viva" ed il suo commercio in tale stato è, pertanto, illegale. Non si sa chi ha autorizzato un tale scempio e per quali fini, ma intanto chiediamo con forza e determinazione a tutte le Autorità in indirizzo di bloccare lo scempio ed accertare eventuali responsabilità».
Paolo Lerario
lerariop@libero.it

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