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Venerdì 22 Settembre 2017 | 10:00

Emergenza cavallette ad Altamura

Il sindaco Mario Stacca ha chiesto un incontro urgente alla Regione Puglia, dopo lo stop espresso dall'assessorato all'Ambiente ad un piano di disinfestazione proposto dall'Amministrazione comunale. Polemiche su un biocida
ALTAMURA (Bari) - «La Regione impedisce all'Amministrazione comunale di intervenire per debellare il fenomeno delle cavallette e di mettere in atto le misure necessarie per contrastare una situazione che negli scorsi anni ha creato disagi ai cittadini». Lo ha detto il sindaco di Altamura, Mario Stacca, commentando la risposta pervenuta dall'assessorato all'Ambiente (settore Ecologia, Ufficio parchi e riserve naturali) della Regione Puglia alla richiesta, inoltrata dal Comune murgiano, di autorizzare gli interventi di disinfestazione contro le cavallette. Gli insetti da anni invadono in misura consistente le zone rurali e cittadine.
«L'Amministrazione - è detto in un comunicato - si è attivata sin dai primi momenti del suo insediamento su questa delicata vicenda che, val la pena sottolineare, non può essere affrontata solo in sede locale ma richiede un più largo coordinamento regionale. Già il 4 maggio scorso l'Amministrazione ha inviato una comunicazione indirizzata alla Ausl Ba/3 con l'obiettivo di conoscere i trattamenti necessari da mettere in atto per contrastare il fenomeno. Il 6 maggio l'Amministrazione comunale ha dunque chiesto alla Regione Puglia l'autorizzazione ad intervenire ed ha trasmesso la documentazione pervenuta dalla Ausl. Per quanto riguarda la disinfestazione, in base a tale documentazione era previsto l'impiego di un biocida, un prodotto normalmente utilizzato nell'industria agro-alimentare per la disinfezione degli ambienti ed il cui periodo di carenza ha un effetto variabile fra le 24 e le 48 ore. L'assessorato all'Ambiente della Regione - è detto ancora nel comunicato del Comune di Altamura - ha tuttavia fatto sapere «di non poter autorizzare interventi di controllo con biocidi del "Dociostaurus maroccanus" (perché al di fuori del tavolo tecnico attivato l'anno scorso) in quanto gli stessi "potrebbero avere ripercussioni sulle catene trofiche e produrre degrado e perturbazione sulle specie oggetto di tutela delle direttive comunitarie 79/409 e 92/43"». «I trattamenti con biocidi - precisa la nota della Regione - potrebbero essere in contrasto con le norme di salvaguardia del Parco Nazionale dell'Alta Murgia».
Il sindaco Stacca ha chiesto allora alla Regione di avviare un confronto sulla questione.

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