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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 06:07

Lecce - Pacco bomba al Questore

L'ordigno in libro di Sherlock Holmes • La solidarietà dei sottosegretari Mantovano e Costa • «Terrorismo anarchico: 5 arrestati e perquisizioni in Italia
LECCE - Dopo Torino e Modena, arriva nel Salento, a Lecce, l'ultimo avvertimento della Federazione anarchica internazionale: un pacco-bomba recapitato questa mattina, poco dopo le 9, in questura, e destinato al questore in persona, Giorgio Manari.
Un plico di colore giallo di media grandezza sufficiente a contenere un libro, 'Il Ritorno di Sherlock Holmes' di Conan Doyle, della Fabbri Editori, nel quale, tolte tutte le pagine, era stato collocato un ordigno esplosivo confezionato con 50 grammi di polvere di alluminio, sostanza a detta degli esperti molto più pericolosa della polvere da sparo. Se esplosa, capace di causare danni gravi alla persona.
Sul retro della busta, il nome del mittente: un sedicente avvocato milanese per cercare di rendere più credibile la missiva e non destare sospetti.
In realtà è stato proprio il timbro della stazione di partenza, Milano, risalente allo scorso 22 maggio, a far nascere più di un sospetto alla luce degli ultimi episodi e dell'operazione contro una cellula leccese anarco-insurrezionalista che esattamente due settimane fa aveva portato all'arresto di cinque giovani salentini, accusati di associazione sovversiva con finalità di eversione dell'ordinamento democratico, nonch di essere stati gli autori di una serie di atti intimidatori compiuti dal 2002 al 2003 quasi tutti finalizzati alla gestione del 'Regina Pacis' il centro per immigrati di San Foca di Melendugno e dell'allora responsabile don Cesare Lo Deserto.

E' stato lo steso questore a chiamare gli artificieri per ispezionare il plico sospetto e scoprirne così il vero contenuto. Un ordigno collegato ad un sistema a strappo, in modo tale che potesse esplodere all'apertura della busta, mantenendo però integro il foglietto su cui era scritta la rivendicazione. Una pagina di foglio bianco a righe, uguale sia per il normografo usato che per la sigla a quelli contenuti nei pacchi bomba recapitati a Torino e Modena.
« E' stato il mio intuito investigativo a farmi venire i sospetti» ha commentato scherzosamente Manari il quale ha affermato che quanto accaduto non modificherà le sue abitudini, nè lo porterà ad utilizzare una scorta. Sereno, ed in apparenza per nulla turbato dall'accaduto, Manari ha poi detto che «il fatto che non ci sia stato l'incidente voluto, dimostra che la nostra attenzione era massima già prima, e che senza dubbio questo atto dimostra che il disegno operativo degli anarco-insurrezionalisti è lo stesso, che cioè vi è un'unica campagna nazionale. Abbiamo già degli spunti investigativi - ha insistito - come il fatto che la polvere di alluminio utilizzata è difficile da reperire. Speriamo che ci diano presto dei risultati».

Il messaggio rivendicativo riporta in alto, sul lato destro, la scritta 'Nardodnja volja' (ovvero la volontà del popolo), con affianco la sigla Fai (Federazione anarchica internazionale) e dice testualmente: «Abbiamo colpito alcuni ingranaggi delle macchine delle espulsioni contro gli omicidi di Latina Sdairi, Bracheirhk Fall e Mamadon Diane per l'immediatezza della chiusura di tutti i centri di permanenza temporanea (cpt) a partire da via Corelli, nessuno si illuda che la nostra lotta si esaurisca in questa azione». I nomi citati sono quelli dei tre extracomunitari morti a Torino. Il fatto che si faccia riferimento a via Corelli, dove ha sede il cpt di Milano, non esclude a detta degli investigatori della Digos salentini che la testa organizzativa dell'associazione possa essere nel capoluogo lombardo.

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