Cerca

Martedì 16 Gennaio 2018 | 14:18

Trani - Sequestrata la discarica Amiu

Si teme l'inquinamento sia del sito sia della falda sottostante, ma potrà continuare a ricevere rifiuti «secondo le prescrizioni di legge». Tre avvisi di garanzia
TRANI - Tre informazioni di garanzia ed il sequestro con facoltà d'uso della discarica per rifiuti urbani dell'Amiu di Trani.
Il provvedimento del sostituto procuratore della Repubblica di Trani Antonio Savasta è giunto nella tarda mattinata, quando i Carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Bari si sono recati in Contrada Puro Vecchio per gli adempimenti relativi al sequestro della discarica ed al contempo sono stati incaricati di notificare i tre avvisi di garanzia destinati al coordinatore tecnico e direttore temporaneo dell'Amiu, nonché direttore tecnico della discarica, Michele Zecchillo, al sindaco di Trani, Giuseppe Tarantini, ed al dirigente tecnico dell'Ufficio Tecnico Comunale nonché responsabile del procedimento, ing. Giuseppe Affatato.
«Si rende necessario procedere al sequestro dell'impianto- è scritto nel decreto di sequestro del Pm Savasta - poiché appare necessario verificare le modalità di tenuta dei rifiuti all'interno del sito, soggetto a modificazione avendo in corso l'attività di gestione della discarica e dovendosi verificare l'eventuale inquinamento del sito e della falda sottostante».
L'inchiesta è stata avviata quattro mesi fa a seguito degli esposti di alcuni cittadini che lamentavano le immissioni nauseabonde che provenivano dall'impianto sito nei pressi di via Andria.
Alla base del sequestro probatorio disposto dal pubblico ministero c'è un'informativa dei Carabinieri dei Noe da cui «emerge l'evidenza di reati e l'inosservanza delle prescrizioni di legge con rischi igienico-sanitari che potrebbero acuirsi nella stagione estiva».
Al sindaco ed al dirigente dell'ufficio tecnico tranese viene contestata «l'inosservanza di prescrizioni autorizzatorie per non aver ottenuto il collaudo da parte dell'apposita commissione nominata dal Commissario Delegato di Bari, omettendo di consegnare la documentazione necessaria al rilascio del collaudo».
Zecchillo, invece, nella sua qualità di direttore tecnico della discarica e di direttore temporaneo dell'Amiu, sarebbe responsabile delle moleste emissioni di vapori e fumi.
Inoltre avrebbe «omesso la copertura giornaliera del sito mediante materiale protettivo, nonché l'allontanamento del percolato affiorante e stagnante nella discarica».
Secondo l'accusa sarebbero queste le ragioni delle immissioni nauseabonde e del supposto inquinamento ambientale.
Una discarica, dunque, non collaudata e a rischio inquinamento, tanto da ipotizzare l'interessamento anche della falda acquifera, con possibili rischi sulla salute.
Di qui la necessità del sequestro probatorio per compiere appositi accertamenti tecnici.
Tuttavia la discarica potrà continuare ad operare, visto che il Pm ha concesso la facoltà d'uso dell'impianto «nel rispetto delle prescrizioni di legge».
Diversamente da quanto accadde il 17 gennaio 2001, quando il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani Michele Nardi dispose il sequestro preventivo della discarica a seguito della denuncia sporta dal proprietario della cava, l'imprenditore tranese Mauro Manzi, da anni impegnato nella battaglia legale per rivendicare la proprietà dei suoli dove sorge l'impianto.
In virtù di quel provvedimento, poi confermato dal Tribunale del Riesame di Bari, i Comuni di Trani, Barletta, Bisceglie, Corato e Molfetta furono costretti per 169 giorni a smaltire in altre discariche della zona, già al collasso, le 150 tonnellate di rifiuti conferiti giornalmente.
Anche in quel contesto si paventò l'inquinamento della falda acquifera.
Antonello Norscia

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400