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Venerdì 22 Settembre 2017 | 02:58

«Negozi chiusi la domenica»

Presentato a Bari l'appello lanciato dal Congresso Eucaristico Nazionale. «La domenica deve restare un tempo di riposo. Non possiamo cedere a puro consumo»
BARI - Un appello per «la salvaguardia del giorno di festa, per la persona, la famiglia e la comunità» che invita le istituzioni a ripristinare norme più restrittive sulle aperture domenicali dei negozi e dei centri commerciali, è stato lanciato dal Congresso Eucaristico Nazionale in corso a Bari da una dozzina di associazioni cattoliche. L' appello, presentato dal presidente delle Acli, Luigi Bobba, è intitolato: «Salviamo la domenica» ed è firmato da Acli, Aiart, Api-Colf, Cisl, Coldiretti, Confap, Gioc, Icra, Mcl, Mlac, Movimento per l'unità dei focolari, Mrc.

«Il lavoro che nelle festività era richiesto come eccezione nei casi di una effettiva necessità e imprescindibilità (servizi pubblici essenziali, sicurezza, tutela della salute) - è detto nel documento - oggi si estende a molti settori nei quali non esiste l'esigenza di un lavoro per la protezione dei cittadini». «Le motivazioni, invece, sono legate esclusivamente all'ampliamento delle occasioni di consumo come ad esempio nella grande distribuzione commerciale».
L'appello, ha detto Bobba, è rivolto alle «istituzioni perchè modifichino le leggi in vigore, ai sindacati perchè richiedano applicazioni contrattuali che rispettino l'eccezionalità del lavoro domenicale ma anche alla gente perchè c'è anche un problema di cultura: abbiamo una tale disponibilità di beni che è necessario decidere cosa farne perchè non possono essere utilizzati senza un limite».
Nell'appello, «volendo contemperare le esigenze economiche con una visione della convivenza umana contrassegnata dal valore della persona nella sua dimensione familiare e comunitaria, sociale e spirituale» le organizzazioni chiedono che «sia maggiormente salvaguardato il principio della eccezionalità del ricorso al lavoro domenicale contro la tendenza a rendere intercambiabile il giorno di riposo settimanale».

Le associazioni chiedono, fra l'altro, che vengano «riconsiderate le norme che regolano le attività commerciali ripristinando le normative in vigore fino a qualche anno fa secondo le quali le aperture domenicali erano previste unicamente nel periodo delle festività natalizie più otto domeniche l'anno».
«Non possiamo rinunciare alla festa - ha detto Bobba - perchè è il tempo per ricostituire relazioni, significati, dimensioni del vivere; le esigenze economiche non possono essere l' unica regola nel determinare il modo con cui utilizziamo il tempo». «La domenica deve restare un tempo di riposo - ha detto ancora - salvo casi eccezionali. Non possiamo consegnarci ad una logica di puro consumo come se l' uomo fosse un animale economico». «Bisogna ricostruire il significato del vivere - ha concluso - il significato della domenica».

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