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Mercoledì 17 Gennaio 2018 | 16:00

Foggia - Truffe ad assicurazioni: 11 indagati

Dichiaravano alle assicurazioni di aver compiuto perizie che invece non sarebbero mai state eseguite. Oltre 50 le truffe ai danni di quasi tutte le agenzie della città
FOGGIA - Quattro persone sono state raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare nel corso di una indagine condotta dagli agenti della squadra mobile della questura di Foggia che hanno sgominato una organizzazione dedita alle truffe alle assicurazioni. Undici in tutto le persone coinvolte nel blitz, tra cui anche alcuni periti assicurativi che - secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini. Dichiaravano alle assicurazioni di aver compiuto perizie che invece non sarebbero mai state eseguite. Oltre 50 le truffe ai danni di quasi tutte le assicurazioni della città capoluogo che sarebbero state messe a segno tra il 2000 e il 2003.

Giuseppe Cozzolino, di 55 anni, Luigi Marchesiello, di 45, Cesare Cinque di 67 e Michele De Tinno di 55 sono i quattro arrestati dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Foggia nel corso del blitz portato a termine all'alba di questa mattina contro un gruppo che avrebbe compiuto numerosissime truffe grazie a certificati falsi, libretti di circolazione contraffatti e false perizie assicurative. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip del Tribunale di Foggia, Antonio Diella, che ha accolto le richieste del sostituto procuratore Giuseppe Gatti.

Nell'operazione sono coinvolte altre sette persone che sono state indagate. Promotori dell'organizzazione, secondo quanto è emerso dalle indagini degli agenti, sarebbero i quattro arrestati che avrebbero strutturato l'attività con una meticolosa ripartizione di compiti. In particolare evitavano di segnalare il coinvolgimento nei sinistri sempre degli stesse soggetti, mentre i periti eludevano i controlli sull'effettività degli incidenti denunciati, acquisendo ed allegando alla documentazione certificazioni false o contraffatte oppure dichiarando di aver periziato auto non più in circolazione. Inoltre, per eludere eventuali sospetti da parte dell'ANIA, l'associazione delle compagnie assicuratrici, avrebbero contato sulla disponibilità di numerose auto, mentre spesso alcuni associati che risultavano responsabili per alcuni sinistri, venivano successivamente ricompensati con indennizzi derivanti da altri sinistri artefatti, in cui risultavano danneggiati.

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