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Venerdì 22 Settembre 2017 | 17:27

Edilizia, Trani indaga sui nuovi uffici della sesta provincia

L'inchiesta non conta indagati ma potrebbe far comunque molto rumore alla vigilia di un consiglio comunale monotematico sull'urbanistica con all'ordine del giorno 22 progetti
TRANI - Il Procuratore capo della Repubblica di Trani Nicola Barbera ha aperto d'ufficio un'indagine conoscitiva sul progetto che prevede la costruzione nelle campagne di Trani, al confine coi territori di Bisceglie e Corato, di 300 alloggi che sarebbero destinati al personale delle Amministrazioni dello Stato in previsione dell'istituzione dei nuovi uffici della sesta provincia.
L'insediamento è stato varato dalla giunta regionale il 19 Aprile scorso, quando ormai era prossima al congedo, ed il 26 Aprile è stato oggetto di un accordo di programma firmato dallo stesso ex governatore Fitto, dall'ex assessore all'urbanistica Enrico Santaniello e dal sindaco di Trani Giuseppe Tarantini.
Stamattina la polizia giudiziaria ha acquisto gli atti della vicenda che nelle stesse ore sarebbe stata trattata per la ratifica al primo punto dell'ordine del giorno del consiglio comunale, poi rinviato a mercoledì per mancanza del numero legale.
Per ora l'inchiesta non conta indagati ma potrebbe far comunque molto rumore alla vigilia di un consiglio comunale monotematico sull'urbanistica con all'ordine del giorno 22 progetti e dunque con rilevanti interessi in ballo.
Sotto la lente d'ingrandimento della Procura è finito l'iter amministrativo in cui si è snodato sinora il progetto per "la realizzazione di un insediamento urbano completo".
Era il 3 Agosto dello scorso anno quando la "Grassetto Costruzioni Spa" chiese al sindaco l'attivazione di un accordo di programma per la fattibilità del progetto.
Il 24 agosto il primo cittadino manifestò "la disponibilità ad accogliere la proposta, con salvezza della valutazione di programma della relativa localizzazione e modalità d'attuazione che dovranno essere coerenti con gli obiettivi ed indirizzi di governo dell'amministrazione comunale".
Lo snodo cruciale della vicenda giunge lo scorso 19 Aprile quando l'ex giunta regionale Fitto, ormai in carica solo in attesa dell'avvento della giunta del neo governatore Vendola, vara la delibera n.643 autorizzando nel comune di Trani la realizzazione di "un programma straordinario di edilizia residenziale da concedere in locazione o in godimento ai dipendenti delle amministrazioni dello Stato impegnati nella lotta alla criminalità".
Un provvedimento cui segue, ancora in "zona cesarini", l'accordo di programma che, a distanza di una settimana, il 26 Aprile (a pochissimi giorni dall'insediamento della nuova giunta regionale) viene sottoscritto dallo stesso governatore Fitto, dall'assessore regionale all'urbanistica Santaniello e dal sindaco di Trani Tarantini che, a stretto giro di posta, fissa per il 6 maggio prima un incontro con gli esponenti delle Forze dell'Ordine e di seguito coi consiglieri comunali.
Poi l'inserimento in pole position nell'odg del consiglio comunale della ratifica dell'accordo di programma, che prevede la costruzione di 72 alloggi di edilizia sovvenzionata, altrettanti di edilizia agevolata e 156 di edilizia libera.
Un vero e proprio quartiere, che necessita di oneri di urbanizzazione, che sorgerebbe su vasti appezzamenti riconducibili ad un costruttore tranese.
Un'area su cui un imprenditore avrebbe proposto la realizzazione di un imponente centro commerciale con ricaduta occupazionale per circa 1000 lavoratori, plaudito dai sindacati.
Un progetto che il proponente avrebbe nuovamente caldeggiato lo scorso gennaio, venendo però, di fatto, battuto.
Antonello Norscia

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