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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:05

Foggia si scopre una città «eversiva»

Due giorni fa smantellata una rete anarchica dove è coinvolto uno studente universitario foggiano, ancora prima la brigatista Nadia Lioce, poi documenti sequestrati al Centro «Filorosso» sempre del capoluogo. Ma gli amministratori locali negano la matrice unica
FOGGIA - Quasi mai attraversata da proteste estremiste e, tranne rare eccezioni, da gruppi di contestazione estrema, Foggia si scopre città di origine di personaggi dell'eversione «rossa». Eppure solo qualche anno fa era governata dal centrodestra ed era considerata una roccaforte «nera».
Sono tre le inchieste della magistratura sul fenomeno eversivo che hanno coinvolto la città di Foggia.
L'ultima due giorni fa quando i carabinieri e la polizia della provincia di Cagliari hanno arrestato sette persone perchè coinvolte in alcuni episodi di matrice terroristica, e in particolare nell'organizzazione dell'attentato compiuto il 12 giugno scorso, contro la sede elettorale di Forza Italia a Quartu Sant'Elena. Tra gli arrestati anche Luca De Simone, uno studente universitario di Foggia di 25 anni, che aveva l'obbligo di dimora poichè coinvolto proprio nell'attentato del 12 giugno scorso.

Certamente il caso più clamoroso è quello di Nadia Desdemona Lioce, arrestata il 2 marzo 2003 sul treno Roma-Arezzo con Mario Galesi, morto nel conflitto a fuoco in cui morì anche l'agente della Polizia di Stato Emanuele Petri.
Nadia Lioce militante delle Brigate Rosse, condannata all'ergastolo nel giugno dello scorso anno, per l'omicidio dell'agente Petri, è indagata per l'omicidio di D'Antona e di Biagi. Proprio lei dal carcere di Solicciano dove è detenuta ha rivendicato gli omicidi con un documento a firma dell'organizzazione terroristica.

Nata a Foggia nel 1959, Nadia Lioce - considerata a capo dell'organizzazione - si era trasferita a Pisa nel 1979. Nel 1986 viene coinvolta nelle indagini per l'omicidio di Lando Conti e diventa irreperibile il 13 febbraio del 1995 quando viene arrestato il suo compagno Luigi Fuccini dei Nuclei Comunisti Combattenti. Dopo due anni la Digos della Questura di Firenze la individua in Francia e in Germania.

Da un caso all'altro. Il 13 aprile, la Procura di Trieste ha coordinato diversi controlli e ispezioni in appartamenti e locali a Trieste, Parma, Gorizia e anche a Foggia ai danni di quattro persone che a diverso titolo lavoravano alla «Rivoluzione», un giornale di area comunista. Il reato contestato è «associazione sovversiva con finalità di terrorismo».
A Foggia agenti della Digos della Questura hanno effettuato perquisizioni nell'abitazione di una ragazza che farebbe parte del Centro di documentazione «Filorosso» del capoluogo. Perquisizioni effettuate anche all'interno dello stesso centro, sequestrato materiale cartaceo riguardante opuscoli del Partito Comunista del Perù e alcune fotocopie di scritti del presidente Mao Tse Tung. Non è la prima volta che l'attività del Filorosso - come ricordano gli stessi associati - viene controllata. Nel gennaio del 2000 venne rinvenuta una telecamera-spia, nascosta all'interno di una cassetta dell'Enel, che video registrava la porta d'ingresso del centro di documentazione, oltre ad alcune microspie trovate all'interno dei locali e nell'auto di una ragazza che frequentava il centro. Attività a cui sono seguite delle denunce per propaganda sovversiva per un manifesto in sostegno alla resistenza palestinese e contro la guerra in Afghanistan.

Ma allora Foggia è una città eversiva? «Assolutamente no», risponde Lino del Carmine, assessore alla legalità del comune di Foggia e un trascorso nella Cgil. «Lioce era via da Foggia da diversi anni. Era soltanto nata nella nostra città ma viveva fuori», sottolinea.
«Avrà incontrato gente diversa e avrà scelto di fare un tipo di politica eversiva. Però trovo assurdo che si possa parlare o anche soltanto pensare di Foggia come di una città eversiva».
Riferendosi a quando accaduto in Sardegna, dove è stato coinvolto anche un ragazzo foggiano, Del Carmine sostiene che «più che di un atto eversivo si potrebbe parlare di una bravata. Non si combatte la politica e le scelte politiche che non si condividono con la violenza, ma la politica si deve affrontarla con civiltà e con la dialettica».
«A Foggia - conclude Del Carmine - anche recentemente abbiamo avuto assemblee di gruppi di estrema destra con figure importanti ma non si è mai arrivati allo scontro. Cosi come è accaduto anche quando ci sono stati incontri e manifestazioni dall'altra parte. Foggia non è una città eversiva nè tanto meno un covo di eversivi».

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