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Martedì 26 Settembre 2017 | 12:56

Funerali di Stato per gli agenti morti in mare

L'arcivescovo di Pescara nell'omelia: Maurizio Formisano (di Brindisi), Fabrizio Di Giambattista e Valerio Valentini sono un esempio meraviglioso per la società
PESCARA - «Chi muore per la Patria compiendo il suo dovere per gli altri resta immortale»: in questa frase l'arcivescovo di Pescara, Francesco Cuccarese, ha voluto racchiudere l'estremo saluto ai tre agenti della Polizia di Stato caduti l'11 maggio scorso in mare, al largo di Fossacesia (Chieti), a bordo di un bimotore P68 Observer.
Intorno alle tre bare, avvolte nella bandiera tricolore e allineate nell'hangar dell'11/o Reparto volo della Polizia, nell'Aeroporto militare di Pescara, c'erano i famigliari, gli amici e colleghi dei tre agenti: Maurizio Formisano, 37 anni, originario di Brindisi, Fabrizio Di Giambattista, 33 anni, di Roma, e Valerio Valentini, 30 anni, di Venarotta (Ascoli Piceno). Con loro il ministro degli Interni, Giuseppe Pisanu, il capo della Polizia, Gianni De Gennaro, il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco.
Una cerimonia semplice e toccante, celebrata nel luogo in cui i tre giovani lavoravano. Dietro l'altare campeggiava lo stemma del Reparto volo pescarese, un'aquila accanto alle montagne imbiancate, con sotto una doppia fascia, il blu e il verde, a richiamare i colori dello stemma dell'Abruzzo. In un angolo, sulla sinistra, sono rimasti gli attrezzi da lavoro, il ripostiglio per le «chiavi torsiometriche», una scatola con sopra la scritta «forcella per traino». Piccole testimonianze, oggi quasi surreali, di un impegno quotidiano e sereno.
«Vorrei che tornaste a casa ricordando quella di oggi come una giornata di vita, e non soltanto di morte», raccomanda Cuccarese alle centinaia di persone presenti. A sottolineare la vitalità dei tre agenti ci sono le foto, in divisa, dove compaiono fieri e sorridenti. Sulla bara di Valentini ce ne sono due: in una, in abiti borghesi, regala un'occhiata furtiva e simpatica mentre Valerio si sfila gli occhiali da sole.
«Preziosa agli occhi del signore è la morte dei giusti», recitava una frase del Vangelo scelta per la cerimonia. Per Cuccarese la loro scomparsa, mentre compivano un volo di ricognizione, è l'esempio della «capacità e volontà di donare se stessi per gli altri». Chi fa questo «è un valoroso, un eroe, un martire», ha aggiunto l'arcivescovo.
Un succedersi di momenti toccanti. Alcuni compagni dei tre agenti hanno recitato a turno la preghiera a San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato; quella - applauditissima - dell'aviatore. Prima che risuonasse il «silenzio», rotto solo dal piano soffocato delle madri. Il papà di Valentini si è allontanato per poco, colto da un leggero malore.
Quando Cuccarese ha invitato tutti ad «andare in pace», al termine delle cerimonia, la sorella di Valentini, Marianna, si è avvicinata al microfono: «Sono venuti tutti, i parenti, gli amici - ha detto, rivolta alla bara del fratello -. Vale ritorna, ritorna presto che domani facciamo festa». Parole sottolineate dagli applausi, dalle lacrime dei compagni di Fabrizio, Maurizio e Valerio. Tutti abbracciati, alla fine, stretti ai famigliari, in un dolore infinito e dignitoso.
Tanta la commozione, anche tra le numerose autorità presenti, parlamentari, i rappresentanti ad alto livello di tutti i corpi militari, tanti sindaci e amministratori del Pescarese, presenti con i gonfaloni, i veterani dell'associazione Arma Aeronautica.
«Sono gli eroi di tutti», sussurrava la folla, quando le bare sono state trasportate nel carro funebre. Per salutarle, prima dell'ultimo viaggio verso le città d'origine, si sono stretti tutti insieme gli agenti dell'11/o Reparto volo di Pescara, facendo risuonare più volte il loro grido di battaglia. Poi il silenzio. Almeno per un giorno tutti sono uniti. Le indagini, le polemiche, per oggi sono lontane.

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