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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:42

Manduria - Centrale bioelettrica per bonificare biogas

L'impianto è stato realizzato dalla società "Marcopolo Environmental Group", costituita da otto società che da più di vent'anni operano in campo ambientale occupandosi prevalentemente di valorizzazione industriale attiva dei rifiuti e di produzione di energia
MANDURIA (TA) - La cittadina messapica si è arricchita oggi di un nuovo impianto di produzione di energia da fonti alternative e rinnovabili. Nell'ambito delle politiche ambientali e del ciclo integrale dei rifiuti, è stata inaugurata oggi, in contrada "Li Cicci", la centrale bioelettrica per la bonifica del biogas prodotto dalla stessa discarica di Mandria.
L'impianto è stato realizzato dalla società "Marcopolo Environmental Group", costituita da otto società che da più di vent'anni operano in campo ambientale occupandosi prevalentemente di valorizzazione industriale attiva dei rifiuti e di produzione di energia.

L'istallazione dell'impianto, che è stato realizzato per la messa in sicurezza delle discariche con il recupero energetico del biogas, ha una potenza pari a 500 Kw ed equivalenti al consumo medio di 500 famiglie. In dieci anni, verranno prodotti 25 milioni Kwh per far risparmiare il consumo di 650mila metri cubi di metano all'anno.
Con l'avvio di questa centrale si è messa in pratica, quindi, l'idea per la quale si può produrre energia pulita da una discarica, rendendola sicura.

La produzione dell'energia alternativa avviene attraverso il processo di trasformazione del biogas emesso dalla discarica che, in definitiva, perde l'intero suo effetto inquinante. Il recupero del biogas, un composto formato da metano, azoto ed anidride carbonica, e la sua trasformazione in energia, che viene immessa nella rete nazionale, serve, infatti, a "bonificare" la discarica.

Le tecnologie utilizzate dalla Marcopolo, inoltre, fanno prevedere un futuro migliore per l'area di "Li Cicci".
Una volta che la produzione di energia con l'utilizzo del biogas sarà considerata esaurita, in quanto essa è limitata nell'arco di un decennio, l'impianto sarà smontato per essere riutilizzato per altre necessità.
La zona, invece, si ritroverà con un'area inerte e bonificata dal riciclaggio del biogas: tanto da poter essere riutilizzata, magari come spazio pubblico a verde.
Presentando l'impianto, Bertolotto ha sollevato alcune preoccupazioni sulle diverse difficoltà di realizzazione di simili strutture.
«Lo Stato - ha rilevato Bertolotto al proposito - ha triplicato i tempi per la messa in opera di queste strutture. Queste lungaggini rallentano i tempi di smaltimento del biogas, altamente inquinante. Non si può poi parlare di impegno per l'ambiente organizzando convegni».
Paolo Lerario
lerariop@libero.it

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