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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:28

Natuzzi ha chiesto la cassa integrazione

Formalizzato al ministero del Lavoro il piano biennale per 1.320 dipendenti su 3.500. La richiesta è stata motivata con il calo degli ordini nella produzione di salotti e con il forte deprezzamento del dollaro
MATERA - La Natuzzi s.p.a. ha chiesto oggi a Roma, nel corso di un incontro con i sindacati presso il ministero del Lavoro, l'avvio della cassa integrazione straordinaria biennale per 1.320 dipendenti del Gruppo, che ha aziende ubicate in prevalenza nelle province di Matera e Bari.
Lo ha annunciato il responsabile del personale Enrico Carta, che - secondo quanto si è appreso a Matera da fonti sindacali - ha motivato la richiesta con il calo degli ordini nella produzione di salotti, stimato nella misura del 30% per il primo trimestre del 2005 e con il forte deprezzamento del dollaro.
Carta, inoltre, ha precisato che il Gruppo Natuzzi ha ordini fino al 13 giugno prossimo e fino a quella data non ha escluso che l'azienda debba ricorrere ad un periodo di ferie obbligatorie. Il ministero, rappresentato da un funzionario, si è riservato di valutare gli aspetti legati al ricorso della cassa integrazione straordinaria che riguarda un numero consistente di lavoratori.
Natuzzi, che ha un organico di 3.500 addetti, aveva fatto ricorso alla cassa integrazione per 345 persone alla fine del 2003 per motivi di «ristrutturazione aziendale».
I sindacati - rappresentati dalle segreterie nazionali e dai segretari della provincia di Matera Michele Andriulli (Fillea-Cgil), Margherita Dell'Otto e Franco Pantone (Filca-Cisl) e Valeriano Delicio (Feneal-Uil) - hanno espresso preoccupazione per la richiesta dell'azienda e hanno annunciato iniziative per coinvolgere i lavoratori e le istituzioni sulla grave crisi del settore. Tra queste, già annunciate nella manifestazione di ieri a Matera, il coinvolgimento dei presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata, della task force per l'occupazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'attivazione di misure a sostegno delle aziende del distretto del mobile imbottito, che lo scorso anno ha perso 3mila addetti sui 14mila in organico.

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