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Giovedì 21 Settembre 2017 | 14:17

Canosa - Blitz notturno anti tombaroli

Da tempo i finazieri della Tenenza di Andria, avevano effettuato sopralluoghi e pedinamenti per contrastare il fenomeno sempre fiorente dello scavo clandestino nelle zone archeologiche della città, 4 i fermati
CANOSA - Blitz anti-tombaroli nella notte a Canosa da parte delgi uomini della guardia di finanza. In quattro, mentre altri due sono riuscita a fuggire, sono stai sopresi all'opera in uno scavo clandestino nella zona di contrada Pozzillo, nelle vicinanze della zona industriale, a due passi dalla tomba della principesa Opaka, meglio nota come Tomab degli ori.

Da tempo i finazieri della Tenenza di Andria, avevano effettuato sopralluoghi e pedinamenti per contrastare il fenomeno sempre fiorente dello scavo clandestino nelle zone archeologiche della città. Canosa di Puglia era molto conosciuta, in età romana, per la presenza di numerose fabbriche per la produzione di oggetti in terracotta.
In questa zona i militari avevano accertato l'attività di numerosi tombaroli e - a quanto si è saputo - si sono appostati per tutta la notte in un vigneto nella località Pozzillo, nelle vicinanze di via Cerignola. Durante la notte hanno seguito, servendosi di sofisticati visori notturni, l'attività di scavo fatta con zappe, picconi, sondini e strumenti vari e documentato che, dopo alcune ore di scavo e dopo esser scesi ad oltre 5 metri di profondità, i sei tombaroli hanno cominciato ad estrarre rapidamente, servendosi di un secchio legato ad una corda, centinaia di reperti, molti dei quali ridotti in frantumi, di notevole interesse archeologico.

I finanzieri, appostati hanno sorpreso quindi i sei tombaroli nel momento in cui hanno iniziato a portare in superficie alcuni reperti. Quattro persone sono state fermate, identificate e denunciate a piede libero per impossessamento di beni dello stato, danneggiamento e invasione di terreno altrui, altre due, che fungevano da vedetta, sono riuscite a darsi alla fuga ed a dileguarsi nelle campagne adiacenti.

Sequestrati oltre ad un'auto, decine di strumenti di scavo e ben 571 reperti archeologici, tutti in terracotta decorata.
Della vicenda si occupa il magistrato del Tribunale di Trani, Ettore Cardinali, mentre sarà la Soprintendenza a proseguire lo scavo e a catalogare i reperti sequestrati.
Paolo Pinnelli

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