Domenica 22 Luglio 2018 | 01:25

Agguato a Lucera: un fermo

Un giovane di 20 anni, Fabrizio Pignatelli, avrebbe sparato ieri sera per paura di essere ucciso e ferendo Francesco Cenicola, 44 anni
FOGGIA - Avrebbe sparato perchè aveva paura di fare la fine del suo migliore amico, Candio Salvatore, il sorvegliato speciale di 26 anni il cui cadavere venne rinvenuto il 18 dicembre del 2003, nelle campagne di Lucera, in località San Giusto, scomparso dalla sua abitazione due mesi prima.
Fabrizio Pignatelli, 20 anni, è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Lucera e dai colleghi della Squadra Mobile di Foggia con l'accusa di tentato omicidio, porto e detenzione abusiva di arma da sparo e ricettazione. Sarebbe questi il responsabile del tentato omicidio ieri sera di Francesco Cenicola, di 44 anni, ferito all'addome da un colpo di pistola calibro 7,65. Ieri sera gli agenti di polizia erano stati chiamati dal pronto soccorso di Lucera perchè qualcuno aveva abbandonato nei pressi dell'ospedale il corpo di Cenicola. Le indagini hanno ristretto la cerchia di alcuni possibili autori tra cui anche Pignatelli che è stato rintracciato in un bar alla periferia di Foggia.

Dopo diverse ore di interrogatorio il ragazzo è crollato e ha raccontato tutta la storia. Ieri pomeriggio mentre era a bordo della sua auto con un amico, ha incrociato il mezzo su cui viaggiava la vittima e un'altra persona. Questi ultimi hanno fatto inversione di marcia e hanno inseguito Pignatelli. Dopo qualche centinaio di metri il ragazzo, rimasto solo perchè l'amico è fuggito, si è fermato e Cenicola avrebbe tentato di aggredirlo ma è riuscito a fuggire nuovamente e a raggiungere la sua abitazione, in via San Matteo. Poco dopo è uscito nuovamente con una pistola e ha fatto fuoco contro Cenicola - ha raccontato agli agenti- quando uno dei due si è portato una mano all'altezza della cintura come per estrarre una pistola. Pignatelli avrebbe sparato anche un altro colpo se l'arma non si fosse inceppata.

Voleva difendersi perchè aveva paura delle continue minacce dei due e aveva paura di fare la stessa fine del suo amico, ucciso due anni fa. Sono ancora in corso le indagini degli agenti di polizia del commissariato di Lucera e della Squadra Mobile di Foggia coordinati dal sostituto procuratore del tribunale del centro federiciano, Santina Lionetti. Diverse le ipotesi al vaglio degli investigatori per spiegare il movente del tentato omicidio e anche delle presunte minacce. Un possibile legame con la criminalità organizzata visto che la vittima -secondo gli investigatori - farebbe parte di un clan locale. Ma ci potrebbero essere anche moventi personali. Cenicola, infatti, lavora come manovale al cimitero cittadino, mentre la famiglia dell'arrestato si occupa proprio degli appalti nella necropoli.

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