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Domenica 24 Settembre 2017 | 23:14

Casalinghe/Inail - Puglia terza per infortuni

Dopo quelle del Lazio e della Sicilia, le casalinghe pugliesi sono quelle che hanno denunciato (chiedendo che scattasse il risarcimento dell'assicurazione obbligatoria) più incidenti domestici. 391 le denunce presentate, ma 347 sono state "bocciate". In Basilicata rigettate 69 su 76
ROMA - Boom delle denunce all'Inail per infortuni in ambito domestico nei primi 3 mesi dell'anno. Dal 1 gennaio al 31 marzo, anche grazie all'aumento delle iscrizioni delle casalinghe all'assicurazione obbligatoria contro gli incidenti domestici, sono pervenute all'Inail ben 4.290 denunce (contro le 2.946 dello stesso periodo 2004), di cui 3.786 sono state respinte, 121 messe «in rendita» (contro le 72 dei primi tre mesi 2004) e 383 ancora sotto istruttoria.
La stragrande maggioranza delle richieste di indennizzo viene respinta (al momento l'88% delle 4.290 presentate) perchè la legge prevede che diano diritto alla rendita solo gli infortuni che danno luogo a una invalidità permanente di almeno il 33% e non quindi a inabilità temporanee o permanenti meno gravi di questa percentuale.
Il numero degli incidenti che avvengono in casa in Italia è sicuramente più alto di quello che emerge dalle denunce all'Inail perchè l'Istituto assicura 2,5 milioni di casalinghe (+34% nel 2005 rispetto al 2004), ma non le persone che pur avendo un impiego lavorano anche in casa.
In maggioranza - segnala l'Inail - per gli infortuni "riconosciuti" si tratta di casi di invalidità del 35% (35 pratiche), del 34% (21 casi) e del 33% (19). Le fasce d'età più coinvolte sono invece quelle comprese fra i 61 ed i 65 anni (45 casi), dai 56 ai 60 anni (25) e dei 51 ai 55 anni (16).
Fra le «cause e circostanze» che con più frequenza portano ad infortuni fra le mura di casa ci sono "lo scivolamento e l'inciampamento" (52%) e le cadute da sedie, scale e sgabelli (49%).
Scivolare, inciampare e cadere - nella maggioranza dei casi, segnala l'Inail - comportano fratture (87%) e lesioni generiche (15%). danni fisici che coinvolgono soprattutto gambe e piedi (44%) e braccia e mani (41%). Ma frequenti sono anche i danni alla colonna vertebrale, ai lombi e al torace (19%) e a ginocchia e testa (17%).
La regione dove le mura domestiche sono più "pericolose" è stata - in questi primi 3 mesi dell'anno - il Lazio, dove si sono verificati ben 453 incidenti sui 4.290 totali. Ma "pericolose" sono anche la Sicilia (403), la Puglia (391), la Lombardia (372), la Campania (366) e l'Emilia Romagna (324).
La maggior parte delle denunce presentate comunque vengono respinte soprattutto in relazione a una legge «restrittiva» sul fronte dei danni subiti (più volte il presidente dell'Inail, Vincenzo Mungari, ha chiesto di abbassare il tetto per ottenere l'indennizzo dal 33% al 26%): delle 453 del Lazio, per esempio, ne sono state "bocciate" 395; delle 391 della Puglia ne sono state stoppate 347; delle 403 siciliane ben 356 hanno avuto esito negativo. Così come il semaforo rosso è stato dato a 334 denunce in Lombardia, a 292 in Emilia Romagna e a 69 delle 76 presentate in Basilicata.

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