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Domenica 21 Gennaio 2018 | 17:56

«Izzo e la vittima avevano una relazione»

I suoi legali: voleva liberarsi di Maria Carmela Linciano, moglie di Giovanni Maiorano, perché era «opprimente». Valentina uccisa perché era un testimone
CAMPOBASSO - Il duplice omicidio di Ferrazzano (Campobasso) è maturato nell'ambito di una relazione tra Angelo Izzo e Maria Carmela Linciano, moglie di Giovanni Maiorano, durante la quale, secondo Izzo, «quella donna era diventata opprimente». Quindi il massacratore del Circeo se ne è voluto liberare.
Questo il movente fornito questa sera dai magistrati durante l'interrogatorio in carcere. La relazione tra i due, a quanto hanno riferito gli avvocati difensori all'uscita dal carcere, «era fatta di interessi economici, di sentimenti e anche di sesso», e avrebbe avuto il beneplacito dello stesso Maiorano.
Stando a quanto ha riferito Izzo agli inquirenti, Maiorano gli aveva detto, prima che lo stesso Izzo ottenesse la semilibertà, che poteva anche disporre della moglie. «Questo probabilmente - hanno spiegato gli avvocati Enzo Guarnera e Filomena Fusco - nasce dall'idea di legare ancora di più Izzo a un progetto di investimento comune di denaro, in attività sicuramente non lecite. Denaro che poi si sarebbe dovuto reinvestire anche in attività lecite».
Questo rapporto complesso di Izzo con la moglie di Maiorano avrebbe determinato da parte della donna, secondo la versione fornita dal pluriomicida, «una sorta di attaccamento, sempre maggiore, quasi morboso, tanto che lui a un certo punto si sentiva come l'uomo di casa della famiglia formata dalla figlia e dalla moglie di Maiorano».
«All'interno di questo rapporto - hanno sottolineato ancora i legali - c'erano anche della attività economiche gestite con denaro che proveniva sia dai risparmi di Maiorano sia da attività che Izzo aveva intrapreso all'esterno del carcere».
Izzo avrebbe parlato comunque di somme «assolutamente modeste: 5-6 mila euro complessivi, non di più».
In questo rapporto «fatto di interessi economici comuni - hanno affermato ancora i legali -, di prospettive di vita future che si costruivano assieme, di piccole attività da intraprendere come ristoranti o supermercati, Izzo a un certo punto ha cominciato a percepire la presenza della donna come una presenza opprimente, incalzante».
Mentre all'inizio era quasi gratificato - hanno aggiunto - perchè forse per la prima volta sentiva di essere un capofamiglia, anche se di una famiglia anomala, in un secondo momento la presenza della moglie di Maiorano è diventata per lui insopportabile. Psicologicamente lo snervava e non sapeva come liberarsi di questa donna».
E' a questo punto che, secondo gli avvocati difensori, è entrato in gioco «l'aspetto patologico della personalità di Izzo». Anzichè tagliare semplicemente i rapporti, «Izzo ha sentito improvvisamente riemergere dentro di sè, dal profondo, una parte della sua personalità che riteneva morta per sempre».
L'avvocato Guarnera ha parlato espressamente di «doppia personalità» di Izzo, di un «qualcosa di mostruoso che lui conservava dentro di sè senza neanche averne consapevolezza e che in determinate circostanze è riemerso».
Per lui quindi «il modo migliore di liberarsi di una presenza che era diventata opprimente è stata quella di uccidere Maria Carmela Linciano».
La figlia di lei, Valentina, di soli 14 anni, è stata invece uccisa «perchè seguiva sempre la mamma ed era diventata testimone inconsapevole del suo omicidio». Il corpo della ragazzina è stato trovato nudo poichè Izzo aveva sentito dire che i cadaveri ricoperti con la calce - come lui aveva fatto per far sparire le tracce dell'assassino - si decompongono prima se privi di vestiti.
DIFENSORI CHIEDONO PERIZIA PSICHIATRICA
Nel corso dell'interrogatorio tenuto questa sera in carcere, gli avvocati difensori di Angelo Izzo hanno chiesto ai magistrati della Procura di Campobasso che venga disposta una perizia psichiatrica nei confronti del loro assistito. «Quanto oggi Izzo ha spiegato - ha dichiarato l'avvocato Enzo Guarnera all'uscita dal carcere - il modo con cui l'ha spiegato, le motivazioni complesse, psicologiche o psichiatriche, che gli stanno dietro, devono essere approfondite dai tecnici».
Sempre secondo Guarnera, la stessa Procura sarebbe orientata nel senso di un accertamento di questo tipo «perchè all'interrogatorio - ha sottolineato - era presente uno psichiatra».

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