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Sabato 23 Settembre 2017 | 12:58

Trani, referendum sul termovalorizzatore

Costruirlo o no? Il quesito referendario, votato all'unanimità dal Consiglio comunale, necessita di 1.500 firme per poter portare i cittadini alle urne
TRANI - Dopo l'approvazione del Consiglio comunale di Trani del quesito referendario sul termovalorizzatore, l'Amet di Trani (l'azienda che insieme alla Noy Vellesina di Dalmine, Bergamo, intende realizzarlo), chiede «un'informazione corretta e oggettiva».
«Rispettiamo la decisione del Consiglio comunale, ma restiamo profondamente convinti che la realizzazione dell'impianto sia una grande opportunità per la nostra città, sia in termini economici che di sana e razionale gestione dello smaltimento dei rifiuti» ha commentato di Alfonso Mangione, presidente di Amet.
«Saranno i cittadini a decidere se Trani, in futuro, dovrà smaltire i rifiuti della città e quelli provenienti dagli altri Comuni del bacino attraverso il termovalorizzatore oppure nell'attuale discarica comunale. Noi su questo tema abbiamo condotto uno studio approfondito - aggiunge Mangione - e siamo certi che le discariche non siano la soluzione ideale e comunque non quella definitiva. Piuttosto un impianto di termovalorizzazione permette la soluzione del problema una volta per tutte e al tempo stesso ci consente di recuperare energia».
«Ci siamo posti l'obiettivo di scegliere un partner adeguato e abbiamo individuato un'azienda che attualmente è quella che assicura il minimo impatto ambientale possibile, con un impianto che produce emissioni decisamente al di sotto dei limiti previsti dalla legge. Questa è una garanzia per i cittadini di Trani, la stessa garanzia che la discarica, inevitabilmente, non potrà mai offrire» ha conclusolo stesso Mangione.
Dopo numerose proteste seguite alla discussone sulla possibilità di autorizzazione della costruzione di un impianto di termovalorizzazione di rifiuti, adesso il quesito referendario, votato all'unanimità dal consiglio comunale, necessita di 1500 firme per poter portare i cittadini tranesi alle urne per decidere la opportunità o meno di una scelta ambientale non certo semplice.
Paolo Pinnelli

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