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Giovedì 21 Settembre 2017 | 19:53

Picchiato professore al Policlinico di Bari

Aggredito il prof. Paolo Livrea, ordinario di neurologia della facoltà di Medicina di Bari e direttore del dipartimento di scienze neurologiche e psichiatriche. Gli investigatori una «spedizione punitiva». Nebuloso il movente, forse collegato al suo impegno per il referendum sulla procreazione assistita
BARI - Una spedizione punitiva mirata, per motivi non ancora chiariti, ma che nei numerosi attestati di solidarietà giunti dal mondo accademico e politico vengono sia pur larvatamente ricondotti all'impegno per il referendum sulla procreazione assistita. Vittima dell'aggressione è stato il prof. Paolo Livrea, ordinario di neurologia della facoltà di Medicina di Bari, e direttore del dipartimento di scienze neurologiche e psichiatriche, picchiato da due sconosciuti che ieri sera sono entrati nel suo ufficio nel Policlinico mentre il docente era in compagnia di altre persone. Il professore, che ha subito lesioni lievi, guarirà in qualche giorno.
L'ipotesi che i due aggressori siano studenti che ritengono di avere subito torti dal professore è stata subito esclusa dalla polizia. «Non si trattava di studenti o balordi - ha detto il dirigente della squadra mobile che indaga sull' accaduto, Luigi Liguori - ma gente addestrata a picchiare, che non ha desistito dal suo intento nonostante il prof. Livrea fosse nel suo studio insieme ad altre persone». Il pestaggio è infatti continuato sino a che le urla dei presenti hanno fatto accorrere altre persone che erano nei corridoi dell'ospedale. Solo a quel punto i due aggressori sono fuggiti dirigendosi verso la vettura con la quale erano arrivati. L' automobile, però, non si è messa in moto e i due sono dovuti fuggire a piedi facendo perdere le loro tracce nei viali del giardino che circonda il Policlinico.
L'accaduto, che è stato formalmente denunciato dallo stesso Livrea alla polizia, ha suscitato unanimi reazioni indignate e solidarietà. Primi tra tutti sono intervenuti il personale docente e tecnico della facoltà di medicina e chirurgia e il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che ha parlato di «un episodio gravissimo: «L'impegno del prof. Livrea nella battaglia per i referendum sulla procreazione medicalmente assistita e sulla necessità di tutelare la sanità pubblica - ha detto Vendola - non può essere dimenticato quando due ignoti si introducono nel suo studio al Policlinico di Bari per aggredirlo».
Dello stesso tenore anche le dichiarazioni dell'assessore al Mediterraneo, Silvia Godelli, che parla di una aggressione compiuta «da una squadraccia di presumibile matrice neofascista» ed esprime «vivissima preoccupazione per il clima di scontro e di provocazione che potrebbe crearsi alla vigilia del referendum per l'abrogazione della oscurantista normativa sulla procreazione assistita».
Solidarietà infine è stata espressa anche dai deputati Ds Peppino Caldarola e Alba Sasso (quest' ultima componente del «Comitato nazionale per il Sì»), e dal segretario regionale dei Ds, Michele Bordo.
L'UNIVERSITA': DESOLATO STUPORE
L'Università di Bari in una nota esprime «desolato stupore e massima indignazione per la barbara, vile aggressione subita ieri sera dal prof. Paolo Livrea». «L'atto - è detto - è stato perpetrato con ferocia e violenza ai danni di un collega tra i più stimati e ben voluti da tutti per le elevatissime doti scientifiche, didattiche, morali e per la passione e l'impegno generosamente e quotidianamente profusi a favore dell'istituzione, degli studenti, dei pazienti». «Rende l'accaduto di gravità inaudita - continua il comunicato - proprio il fatto che il prof.Livrea sia stato aggredito mentre stava svolgendo, nella sua stanza, insieme con una collega, la propria attività istituzionale. L'ignobile aggressione va dunque intesa come atto violento perpetrato ai danni dell'intera comunità accademica».
«Pertanto l'istituzione universitaria barese - conclude la nota - esprime totale e convinta solidarietà al prof.Paolo Livrea e chiede che le autorità competenti operino con tempestività, fermezza ed efficacia perchè i responsabili vengano individuati ed assicurati alla giustizia».

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