Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 01:10

Autopsia: Rizzo pestato a morte

Il commerciante Claudio Rizzo, originario di Lecce, sarebbe stato massacrato di botte e poi finito con un corpo contundente, nel suo appartamento di Como
COMO - Massacrato di botte, calci e pugni, e poi finito con un corpo contundente, forse una spranga in ferro. Queste le primissime indiscrezioni sull'autopsia svolta stamani all'obitorio di Como dall'anatomopatologo del "Sant'Anna" Giovanni Scola. Sembra avanzare l'ipotesi che ad uccidere Claudio Rizzo, il negoziante assassinato nel suo appartamento sovrastante il negozio della "Sasch" che gestiva, possa essere stata più d'una persona. Intanto le indagini proseguono "a 360 gradi". Gli inquirenti stanno vagliano con molta attenzione lo stato patrimoniale della vittima, ma non vengono scartate altre ipotesi come quella di un delitto "passionale" a sfondo omosessuale. Ancora da ritrovare l'auto di Rizzo, una Mini Cooper, misteriosamente sparita dal cortile dove domenica sera era parcheggiata.
Gli investigatori della Squadra Mobile e della Polizia giudiziaria, coordinati dal Sostituto Mariano Fadda della Procura di Como, sono riusciti a ricostruire quasi al minuto le ultime ore di vita del commerciante trasferitosi da circa un anno e mezzo in riva al Lario dalla provincia di Lecce: sabato pomeriggio ha trascorso qualche ora con il figlio 13enne che vive a Roma con la madre, ex compagna di Rizzo.
Sabato sera in un negozio di fiori ha comperato un vaso di ortensie. Domenica, dopo aver accompagnato il figlio in aeroporto, è tornato a Como, poi, in bicicletta, ha raggiunto un ristorante del centro città per cenare da solo. Alle 22 con il suo cellulare ha chiamato per una breve conversazione la sorella Maria. A questo punto che si perdono le sue tracce. Da quel momento nessuno sembra averlo più visto fino a quando il socio in affari, Davide Trombello, non è salito poco prima delle 13 di lunedì nel bilocale trovandolo in un lago di sangue. Chi lo ha ucciso potrebbe essere andato oltre le sue reali intenzioni. Forse voleva solo "dargli una lezione" degenerata in omicidio preterintenzionale. La sparizione di alcuni oggetti, tra cui un televisore al plasma, potrebbe essere una messinscena, come pure il disordine creato in quei due locali. Pare certo, ormai, che conoscesse, forse molto bene, il suo assassino. Lo dimostra l'assenza di effrazioni su porte e finestre. E chi si è allontanato con la sua auto sapeva con precisione dove prenderla.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione