Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 06:35

Appalti, 13 arresti a Lecce per gare pilotate

Le indagini della Guardia di Finanza riguardano un cartello che raggruppa 40 imprese di costruzione che avrebbe pilotato l'aggiudicazione di appalti per lavori pubblici. Sotto inchiesta 50 gare di appalto in Puglia, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Veneto, Lombardia. • I nomi degli arrestati
Lavori edilizia LECCE - Con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti sono stati arrestati dai militari del nucleo di polizia tributaria di Lecce della Guardia di Finanza 13 titolari e dipendenti di un cartello di imprese che operava su tutto il territorio nazionale.
Gli arresti sono stati compiuti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip presso il tribunale di Lecce Maurizio Saso, su richiesta dei pm della Procura della Repubblica Antonio De Donno e Marco D'Agostino.
Le indagini riguardano un cartello che raggruppa 40 imprese di costruzione e che - secondo gli investigatori - pilotava l'aggiudicazione di appalti per lavori pubblici. Sotto inchiesta circa 50 gare di appalto, aggiudicate in Puglia, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Veneto, Lombardia.
Delle persone arrestate, sei sono state condotte in carcere, altre sette sono ai domiciliari. Nell'operazione, che è stata chiamata Antica Roma risultano indagate altre 44 persone.
L'attività investigativa, che si è protratta per circa 2 anni, si è sviluppata attraverso l'intercettazione di circa 15mila comunicazioni telefoniche, la perquisizione di 37 imprese di costruzioni, l'acquisizione in numerosi enti pubblici di documentazione relativa a gare di appalto e ha consentito di ricostruire le modalità operative del cartello di imprese, che attraverso propri amministratori concordavano e predisponevano i ribassi per le offerte economiche da presentare alle gare pubbliche.
Sono emerse - a quanto è stato reso noto - anche illecite cessioni di appalti, compiute da imprese aggiudicatrici ad altre del cartello realmente interessate all'esecuzione dei lavori: per questa operazione, le imprese interessate avrebbero pagato a quelle aggiudicatrici somme di danaro corrispondenti a circa il 5% del valore dell'appalto stesso.
Per gli investigatori si tratta di una modalità abbastanza diffusa in tutt'Italia tra le imprese di costruzione che operano nel settore degli appalti pubblici: questo - si sottolinea da parte dei militari - in spregio della libera concorrenza e della normativa che regolamenta il settore lavori pubblici.
La spartizione degli appalti veniva perfezionata così per ambito territoriale e tipologia di lavori tra le imprese i cui titolari partecipavano all'associazione per delinquere per la turbativa d'asta.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione