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Venerdì 22 Settembre 2017 | 08:28

Consulta: «sì» a processo per diffamazione a Nichi Vendola

Il neo presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, può essere processato per danni, come chiesto dall'ex ambasciatore italiano a Tirana Paolo Foresti, ritenutosi diffamato da un articolo scritto dal deputato del Prc su «il manifesto» il 27 marzo 1997
ROMA - Il neo presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, può essere processato per danni, come chiesto dall'ex ambasciatore italiano a Tirana Paolo Foresti, ritenutosi diffamato da un articolo scritto dal deputato del Prc su «il manifesto» il 27 marzo 1997. La Consulta ha infatti annullato la deliberazione con la quale la Camera dei Deputati, nella seduta del 17 marzo 1998, aveva ritenuto le opinioni di Vendola espresse nell'esercizio delle sue funzioni parlamentari, e quindi insindacabili a norma dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione. Vendola, nell'articolo, aveva tra l'altro dato del «lestofante» a Foresti, definendolo una «cerniera tra l'Italietta dei predoni e un'Albania da colonia o da protettorato».
Secondo la Corte non vi è un «nesso funzionale», nè una «sostanziale corrispondenza di significato» tra gli atti tipici di Vendola in quanto parlamentare (come ad esempio una sua interrogazione sulla lentezza nel rilascio dei visti da parte dell'ambasciata) e quanto scritto nell'articolo, ma solo una «generica comunanza tematica». Non spettava quindi alla Camera deliberare l'insindacabilità dei fatti oggetto del procedimento civile. Il giudizio della Corte sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato era stato promosso dalla Corte d'appello di Roma.

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