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Lunedì 22 Gennaio 2018 | 09:30

«Izzo prese le pistole dalla Puglia»

Oltre all'omicidio delle due donne gli investigatori di Campobasso devono far luce sugli aspetti ancora oscuri del giro di armi. Interrogato Luca Palaia
CAMPOBASSO - L'idea di reperire le tre pistole con relative munizioni partì da Luca Palaia e da Angelo Izzo, che si servirono di Guido Palladino per portarle a Campobasso, mentre sarebbe stato Angelo Izzo a contattare il "fornitore" pugliese. Oltre all'omicidio delle due donne gli investigatori di Campobasso devono far luce sugli aspetti ancora oscuri del giro di armi, che ha portato alla scoperta del duplice omicidio. Gli interrogatori dei prossimi giorni dovranno servire a chiarire i punti oscuri di una vicenda dai contorni sfumati. Nessuno, infatti, ha detto a cosa servissero le pistole (una trovata nel computer trasportato il 29 aprile pomeriggio e le altre due nascoste nella villetta di Ferrazzano). Il giovane calabrese Luca Palaia ha provato a spiegarlo con un generico «volevamo farci qualcosa», senza chiarire, però, se si trattasse di rapine o altro. Di certo, i contatti per procurarsi le armi li ha attivati l'omicida del Circeo, che avrebbe chiamato telefonicamente un certo Mario Sasso, a Bisceglie (Ba). Come, quando e chi gli abbia dato questo contatto pugliese Izzo deve ancora rivelarlo. E' facile pensare che la cosa sia nata nel carcere di Campobasso, dove rientrava la sera. Per il trasporto, poi, ci hanno pensato Luca Palaia e Guido Palladino. In un lunedì precedente trasportano due pistole, la terza nel viaggio di fine aprile, sotto il controllo della polizia che da tempo li teneva d'occhio.
Palladino viene fermato per primo sotto casa, mentre Palaia è rintracciato in città, forse avvertito dal compagno. Fino a dove c'è la complicità e quando, invece, inizia la sudditanza anche psicologica dei due verso Izzo, come nel caso di Guido Palladino che confessa di «avere paura», si dovrà accertarlo.
Ulteriori sviluppi potrebbero scaturire nei prossimi giorni, quando i tre saranno interrogati di nuovo dai magistrati.

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