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Mercoledì 24 Gennaio 2018 | 04:50

Taranto - Carabinieri e veterinari salvano una «Caretta-Caretta»

La tartaruga marina, trovata al largo di Capo San Vito, aveva un edema polmonare. Curata, potrà tornare già da domani a frequentare le acque dello Jonio
TARANTO - Carabinieri e veterinari salvano una tartaruga marina della specie «Caretta-Caretta». Aveva un edema polmonare ed è stata trovata al largo di Capo San Vito da due carabinieri del Nucleo Subacqueo di Taranto. Curata, potrà tornare già da domani a frequentare le acque dello Jonio.
La tartaruga, un esemplare femmina di circa 20 anni considerata ancora «adolescente», poiché la sua specie può raggiungere l'età di 150 anni, era stata scorta qualche giorno fa dal maresciallo Pietro Di Pinto e dall'appuntato Carlo Del Console ad una profondità di oltre 20 metri in stato di quasi inerzia.
Portatala a galla, i due militari hanno sollecitato l'intervento di esperti del corso di laurea di Maricoltura tarantina e della facoltà di Veterinaria di Bari per prestare i primi soccorsi alla tartaruga marina. L'equipe del particolare "118" faunistico ha ricoverato l'esemplare (largo 45 centimetri e lungo 70) presso Palazzo Amati nella Città Vecchia di Taranto, sede del corso di laurea di Scienze della Maricoltura, dove è stato raggiunto dalla dottoressa Olimpia Lai della facoltà di Medicina Veterinaria di Bari.
Nella sala di primo soccorso per la fauna marina, considerato anche il primo nucleo della sorgenda Isola dei Delfini, pensata quale struttura di studio e cura delle diverse specie acquatiche, la dottoressa Lai, ricercatrice universitaria ed esperta nel trattamento e gestione di animali non convenzionali e selvatici in quanto socio della S.I.V.A.S.Zoo (Società Italiana Veterinari Animali Selvatici e da Zoo), ha diagnosticato un edema polmonare.
Le positive risposte della «Caretta-Caretta» alla cure farmacologiche hanno, poi, consentito di far divenire più fiduciosi i medici per la sua sopravvivenza.
Il miglioramento delle condizioni della tartaruga hanno successivamente consentito di trasportarla a Bari presso i laboratori della Facoltà Veterinaria, diretta dal professor Antonio Di Bello, per gli ulteriori accertamenti e cure.
La permanenza della paziente nelle corsie ospedaliere durerà sino ad oggi per essere, appunto, lasciata libera di tornare in acqua domani.
Paolo Lerario

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