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Martedì 26 Settembre 2017 | 13:00

Bari - «Lavoro senza discriminazioni»

Incontro transnazionale conclusivo del progetto europeo Equal-Odea. Fra i vari partners, 14 Comuni pugliesi per tutelare le fasce deboli discriminate. Coordinamento dell'Ifoc, l'Azienda speciale della Camera di commercio
BARI - Si è tenuto a Bari l'incontro transnazionale conclusivo del progetto europeo Equal-Odea, contro ogni tipo di discriminazione e disuguaglianza nel mercato del lavoro.
A Villa Romanazzi-Carducci si son svolte le due giornate di lavori (3-4 maggio) che hanno visto confrontarsi i numerosi partners, tra cui 14 Comuni pugliesi, che hanno lavorato per tre anni, al fine di valorizzare le potenzialità degli Enti provinciali per creare nuove opportunità di inclusione sociale per le fasce deboli discriminate, che hanno difficoltà d'inserimento professionale a causa di: razza, età, disabilità, genere, etnicità, orientamento sessuale religione o credo.
Questo obiettivo è stato attuato soprattutto, consolidando la metodologia della concertazione e del lavoro.
L'Ifoc, l'Azienda speciale della Camera di Commercio di Bari, ha coordinato i partners che hanno partecipato all'attuazione di Odea (finanziato dalla Comunità europea con 850mila euro). Dino Lovecchio, vice-direttore dell'Ifoc è il responsabile di questo progetto europeo: «Sono state svolte diverse sperimentazioni consegnate poi ai vari enti pubblici, inoltre è stato creato un osservatorio dinamico tra tutti i Comuni partecipanti al progetto che, contiene modelli e strumenti per analizzare il territorio e fornire informazioni utili per una programmazione efficace. L'osservatorio - prosegue Lovecchio - è visionabile sul sito sito internet; lo abbiamo proposto alla Provincia e, per il bene dell'intera collettività, speriamo venga accettato».
Nello specifico, in questi tre anni, sono state anche create figure professionali ad hoc per fare da cerniera tra i vari settori di uno stesso Ente oppure tra istituzioni e associazioni: dieci pugliesi, così, sono divenuti tutor longitudinali.
Nei Comuni che hanno aderito all'Odea sono stati allestiti uffici per favorire un lavoro integrato tra i diversi settori amministrativi. «A Molfetta e Ruvo - sottolinea Lovecchio - sono in pianta stabile, altri lo stanno ancora sperimentando. Di certo, è emersa la difficoltà a lavorare in team, mentre, il nostro modello propone d'integrare funzioni e professionalità, al fine di evitare inutili sprechi di risorse, tempo ed energie personali».
In realtà, le sperimentazioni realizzate in questi tre anni di progettualità sono così tanti che torna difficile sintetizzarli.
Ad esempio, a Barletta, si sta creando il «Progetto H» per l'inserimento lavorativo di sei disabili fisici: a breve seguiranno sei mesi di formazione professionale (all'Inail di Bologna) per diventare meccanici ortopedici. A seguire verrà costituita una cooperativa per entrare definitivamente nel mercato del lavoro. «Questo specifico progetto - dice Romeo Tosto, dell'ufficio H, Cgil di Barletta - gode dell'appoggio dello stesso Comune che sta ristrutturando i locali da destinare alla cooperativa». «L'Odea - specifica Tuosto - è soprattutto un progetto culturale che mira al superamento della compassione; per la prima volta in Italia propone l'idea che il disabile può e deve essere attore della propria vita».
A Molfetta, invece, grazie all'Odea sta per essere firmato un protocollo d'intesa tra i vari servizi del Comune, il fine è quello di allestire un tavolo di analisi e confronto dove poter tutti insieme programmare le politiche sociali (tra le idee da attuare: l'accompagnamento, la formazione e l'inserimento lavorativo degli ex detenuti o in misura cautelare). Ma nello stesso Comune, come anche a Ruvo, è già stato attuato l'adeguamento dei processi amministrativi dei Comuni (modifica dei regolamenti comunali di disciplina degli appalti e definizione di criteri di premialità nei bandi di gara), per favorire l'assunzione di soggetti svantaggiati a carico del bilancio comunale.
Le relazioni dei partners esteri, nello specifico inglesi del Galles, hanno evidenziato soprattutto l'inadeguatezza della nostra metodologia lavorativa, nonché l'arretratezza legislativa italiana: «La legge c'è (n. 68 del 1999 n.d.r.) ma non viene rispettata. - assicura Dino Lovecchio, responsabile del progetto Odea - L'ente Provincia dovrebbe impegnarsi maggiormente per far applicare la normativa, perché i disabili sono una risorsa per tutti e hanno il diritto di vivere una loro vita. Hanno solo bisogno di essere seguiti costantemente, con corsi personalizzati, affinché possano avere la possibilità di un aggancio con il mercato del lavoro».
Stefania Lisena

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