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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 15:01

Andria - «Mai più violenza sulle donne»

Una serata di solidarietà per tutte le donne del mondo maltrattate. L'appuntamento è fissato al Palasport di Andria, sabato 7 maggio (ore 20.30). Previsto il concerto live dei Folkabbestia
ANDRIA - Una serata di solidarietà per tutte le donne del mondo maltrattate. L'appuntamento è fissato al Palasport di Andria, sabato 7 maggio (ore 20.30), dove personaggi del volontariato, attori e musicisti parteciperanno all'evento organizzato dalla Circoscrizione Puglia di Amnesty International, con il patrocinio del Comune di Andria e la direzione artistica dell'associazione culturale Ballarock. Il culmine della manifestazione (presentatore sarà DaDo Minervini) si avrà con il concerto live dei Folkabbestia, la band di folk rock più famosa del sud Italia, autentico vessillo della tradizione musicale pugliese.
Ma prima, il programma prevede gl'interventi di: Antonella De Benedittis (responsabile protezione e tratta Cooperativa sociale «Oasi 2» di Trani), Vera Guelfi (consulente del Centro antiviolenza «Desirèe» di Bari) e Patrizia Vita (Sezione Italiana Amnesty International). A seguire un gruppo di giovani artisti metterà in scena alcune delle drammatiche storie di donne vittime di violenza, raccolte in giro per il mondo da Amnesty.
Inoltre, la proiezione di un video e l'allestimento di una mostra fotografica sulla campagna mondiale «Mai più violenza sulle donne», portata avanti dall'associazione internazionale, serviranno ad illustrare ai partecipanti quanto i maltrattamenti sulle donne sono un male che divora il cuore di ogni società, in ogni Paese del mondo, sia in tempo di pace che in tempo di guerra.
Per capire quanto questo dramma sia esteso basti sapere che il Consiglio d'Europa ha dichiarato che la violenza domestica è la principale causa di morte e d'invalidità per le donne di età compresa tra i 16 e i 44 anni (più del cancro e degl'incidenti stradali). Le donne, vengono picchiate, aggredite, stuprate, mutilate, assassinate, vendute e private del diritto all'esistenza stessa: almeno una donna su tre, nel corso della propria vita, ha subito o subirà gravi forme di violenza. Solitamente, i maltrattamenti vengono compiuti da un familiare o da un conoscente, tanto è vero che secondo l'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) almeno il 70% delle donne vittime di omicidio sono state uccise per mano dei propri partner.
Inoltre, stando ai dati del premio Nobel Amartya Sen al mondo mancano 60 milioni di donne eliminate con l'aborto e l'infanticidio selettivo, praticato in Paesi come la Cina.
Le donne, origine della vita e nutrici della prole (dunque costruttrici del futuro dell'umanità) sono tutt'oggi la parte debole della società che soccombe dinnanzi alla forza fisica dell'uomo che altra forma, ancora, non trova per esporre le sue ragioni e/o emozioni.
La violenza maschile non ha confini, abbraccia tutto il mondo: in Italia, ad esempio, un rapporto dell'Istat riporta dati decisamente allarmanti riguardanti gli stupri che nella maggior parte dei casi (82,7%) non sono stati denunciati soprattutto perché avvenuto in famiglia. Di fatto, maggiore è il legame tra vittima e offensore e più c'è la difficoltà a denunciare.
Con la serata di sabato, 7 maggio, Amnesty International mira a coinvolgere i maggior numero di persone per fermare questo scandalo oltraggioso, anche partecipando all'evento organizzato proprio a sostegno della campagna mondiale «Mai più violenza sulle donne»: gli incassi dei biglietti d'ingresso (5 euro) saranno interamente devoluti all'associazione internazionale che userà il danaro per portare avanti, nel mondo, le campagne anti-violenza, ovvero lavorando per costruire una società di pace e di concreti diritti umani.
La manifestazione ad Andria, di fatto, è inserita nel programma nazionale previsto da Amnesty che ha organizzato una mobilitazione in tutt'Italia dal 6 all'8 maggio.
Infoline: 329/2404626 oppure 340/6633438.
Stefania Lisena

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