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Giovedì 21 Settembre 2017 | 14:23

«Vogliamo l'Adsl»

La richiesta da gran parte dei comuni della provincia di Taranto nei confronti di Telecom. Una connessione veloce, al servizio di ogni settore dell'utenza, ritenuta indispensabile dai promotori dell'iniziativa affinché sia ridotto il gap tecnologico con diverse regioni d'Italia
TARANTO - «Non vi daremo pace sino a quando non doterete delle stesse tecnologie il territorio ionico in ugual misura a quelle impiantate nel Settentrione». Con questa comune unità d'intenti, destinata a Telecom Italia, l'assemblea dei Sindaci, amministratori comunali e regionali ed Organizzazioni sindacali hanno concluso il loro secondo incontro, tenutosi nel Salone degli Stemmi della Provincia, per richiedere con più forza la dotazione della connessione ADSL in una consistente fetta della provincia di Taranto.
Una connessione veloce, al servizio di ogni settore dell'utenza, ritenuta indispensabile dai promotori dell'iniziativa affinché sia ridotto il gap tecnologico con diverse regioni d'Italia.
Una distanza - com'è stato constatato nei diversi interventi nel corso del nuovo incontro - che penalizza ancor più il Sud, non permettendogli di essere dotato delle più moderne infrastrutture tecnologiche nelle comunicazioni, ed evitare ad esso, così, di essere meno competitivo nel mercato globale.
I comuni di Avetrana, Faggiano, Leporano, Lizzano, Manduria, Maruggio, Montemesola, Monteiasi, Monteparano, Pulsano, San Marzano e Taranto (isole amministrative orientali) intendono, quindi, incalzare Sviluppo Italia affinché i loro territori non vengano esclusi dallo sviluppo dell'infrastrutturazione digitale, avviata dal ministero delle Telecomunicazioni.
La regione pugliese, infatti, sarà destinataria di un investimento per incrementare le autostrade digitali, che è stato affidato ad Infratel Italia per gestire un appalto di circa 27 milioni di euro con i quali saranno serviti 44 comuni dall'ADSL per mezzo della realizzazione di 350 chilometri di fibra ottica.
Da questi programmi sono esclusi gran parte dei comuni della fascia orientale e ciò ha provocato le decise proteste del Comune di Monteiasi, attraverso il suo consigliere Ciro Manigrasso che ha promosso l'iniziativa di sensibilizzazione dei suoi colleghi amministratori.
L'incontro, cui sono venuti meno quasi tutti i rappresentanti istituzionali ionici pur coinvolti, ha prodotto un documento unitario, che sarà recepito dai Consigli comunali interessati, con la richiesta di apertura di un tavolo regionale coordinato dalla Provincia di Taranto.
Nell'ambito, è stata accolta la proposta di Franco Sorrentino, segretario provinciale della UIL, affinché s' identifichi quale «unico interlocutore la Telecom, che dopo aver smantellato l'intera struttura aziendale sul territorio e portato la direzione d'area pugliese da Bari a Napoli, si convinca che non può affrontare l'intera questione, guardando soltanto ai bilanci aziendali. E' la banda larga che produce il servizio e non il contrario. Si incrementa, quindi, l'utenza soltanto quando potrà essere data la possibilità della connessione veloce».
Stefano Sgobbio della Fiom-Cgil ha evidenziato che « è essenziale che la Provincia di Taranto e la Regione Puglia facciano sentire tutto il loro peso nei confronti della società di telecomunicazione ed intervenga su Sviluppo Italia ed Infratel».
La Cgil, inoltre, ha richiamato gli Enti locali ad una maggiore attenzione verso queste infrastrutture perché se «l'ADSL non è recepita nella sua importanza dalle imprese e territorio, in quanto la sua istallazione non è fisicamente visibile come lo è una strada o una fabbrica. Eppure è altrettanto indispensabile per i servizi che riesce a fornire e la maggiore appetibilità delle zone industriali che si sono realizzate o che sono in fase di completamento».
Gli Enti pubblici dotati di linee tradizionali, inoltre, sono quelli che arrancano maggiormente per la mancanza di Internet veloce. Sono impegnati, infatti, anche loro nei vasti progetti avviati dalla Regione, per consentire l'ingresso di ogni singola realtà nella "rete". Rete che, ora, inizia a risultare più onerosa del previsto e, per questo, i sindaci stanno iniziando a valutare i suoi vantaggi economici ed il proseguimento dell'E-governement o Rupar (rete unica regionale per le pubbliche amministrazioni), avviati per offrire servizi più efficaci e tempestivi all'utenza.
Il documento unitario, stilato in conclusione dell'incontro, richiede anche per questo che al tavolo regionale siano convocati anche Telecom, Sviluppo Italia e Infratel per ricevere garanzie sulle pressanti richieste di maggiori investimenti in provincia di Taranto.
Investimenti, inoltre, che consentirebbero alle aziende dell'indotto di ricevere commesse, che contribuirebbero ad alleviare le loro attuali angustie.
Paolo Lerario
lerariop@libero.it

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