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Lunedì 25 Settembre 2017 | 06:33

Taranto - 8 arresti per riciclaggio e truffa

Denunciate altre 30 persone che, usufruendo di finanziamenti, acquisivano autoveicoli che poi immettevano sul mercato con documenti contraffatti
TARANTO - La duplicazione dei documenti di un'autovettura, la cui proprietà risultava intestata contemporaneamente a persone diverse, ha consentito alla polizia stradale di scoprire la presunta attività illecita di un'organizzazione dedita alla truffa e al riciclaggio di autovetture. Quattro persone sono state arrestate ed altre quattro sono ricercate; 30 le persone indagate, fra cui alcuni rivenditori di auto e due titolari di agenzie per pratiche automobilistiche, mentre 47 sono i veicoli sequestrati nel corso delle indagini.

Gli arrestati sono Giacomo Barletta, di 29 anni, promotore finanziario nato a Putignano (Bari) e residente a Fasano (Brindisi), e tre rivenditori di automobili, Biagio Massimo Savino, di 31, di San Giorgio Jonico (Taranto), Francesco Lippolis, di 36, di Crispiano (Taranto), e Giuseppe Apruzzi, di 46, nato ad Ostuni e residente a San Michele Salentino (Brindisi). Tra le persone ricercate ci sono anche i presunti ideatori dell'organizzazione. Agli arrestati è stata notificata una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Brindisi Simona Panzera, su richiesta del pm inquirente, Francesco Mattiace, al quale gli atti dell'inchiesta erano stati trasferiti per competenza territoriale dal pm della procura della Repubblica di Taranto Salvatore Cosentino. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, ricettazione, riciclaggio e contraffazione di sigilli notarili. L'indagine è iniziata nel settembre 2003 e si è conclusa nel marzo 2004.

Secondo quanto accertato dalla polstrada, tutto è scaturito dall'accertamento sulla duplicazione dei documenti di un'automobile dopo che il titolare, un cittadino di Teramo, aveva denunciato di aver ricevuto verbali per presunte violazioni amministrative commesse in Puglia, pur non essendosi mai recato nella regione. In particolare l'uomo lamentava di aver ricevuto una citazione da parte del giudice di pace di San Giorgio Jonico per aver omesso il passaggio di proprietà del veicolo. Gli agenti hanno così scoperto che esistevano due carte di circolazione per la stessa vettura, una originale intestata al cittadino di Teramo e l'altra falsa intestata a due cittadini di Martina Franca (Taranto). Attraverso una serie di intercettazioni telefoniche i poliziotti hanno scoperto che uno dei presunti componenti l'organizzazione era solito acquistare automezzi a Milano attraverso finanziamenti con restituzione rateale, dando documenti falsi. Del finanziamento però veniva pagata solo la prima rata, mentre le vetture finivano a rivenditori compiacenti della provincia di Taranto e di Ostuni (Brindisi) che le rivendevano a cittadini ignari delle irregolarità che erano state commesse in precedenza. Il giro d'affari della presunta organizzazione è ipotizzato in centinaia di migliaia di euro.

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