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Venerdì 22 Settembre 2017 | 08:28

Bari - Torna in libertà Savino Parisi

Dopo quasi 13 anni di detenzione in carcere, al presunto boss del rione Japigia è stato imposto il solo obbligo di soggiorno. In allarme la Dda di Bari e le forze di polizia
BARI - Dopo quasi 13 anni di detenzione in carcere è tornato in libertà il presunto boss del rione Japigia di Bari, Savinuccio Parisi, ritenuto dalla Dda del capoluogo uno dei boss dei clan egemoni di Bari. A Parisi, che fino a ieri sera era detenuto nel carcere di Novara, è stato imposto il solo obbligo di soggiorno. Il ritorno a casa del presunto boss ha messo in allarme la Dda di Bari e le forze di polizia.
La scarcerazione è avvenuta dopo che la sesta sezione penale della Cassazione il 28 aprile scorso ha annullato senza rinvio, per motivi procedurali, l'ordinanza di custodia cautelare che teneva in carcere Parisi, accusato di aver capeggiato l'associazione criminale di spacciatori che gestiva e monopolizzava lo spaccio di ingenti quantitativi di stupefacenti nel rione Japigia.
Fino al febbraio scorso Parisi - a quanto si è appreso dal suo legale, avv.Nino Parodi - ha scontato in carcere la condanna alla pena di 14 anni di reclusione inflittagli al termine del processo a rito abbreviato dal gup del Tribunale di Bari Concetta Russi dopo che il presunto boss fu arrestato dalla polizia il 7 settembre 1992, su richiesta del pm inquirente del Tribunale di Bari Carlo Curione.
Nei confronti del presunto boss Parisi pendono tre importanti procedimenti penali culminati con l'emissione di altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere notificategli negli anni scorsi: solo uno di questi procedimenti è giunto a sentenza di primo grado, mentre le altre due ordinanze restrittive sono state annullate in sede cautelare. Quindi, la detenzione in carcere del presunto boss era assicurata dalla sola condanna alla pena di 14 anni divenuta da tempo definitiva.
Oltre a questa pena già espiata, l'unica condanna che pende sul capo di Parisi è del 13 dicembre 2004, quando il presunto boss della droga fu condannato dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Bari a sei anni di reclusione per associazione mafiosa al termine del processo chiamato 'Blue moon'. Contro la pena, considerata «misera», ha fatto appello il pm inquirente della Dda di Bari, Giuseppe Scelsi, che già all'inizio del processo aveva protestato contro «le sole due udienze fissate al mese per il processo» che porterebbero - denunciò in aula già il 19 settembre 2002 - «alla scarcerazione di tutti gli imputati». Per quel processo, conclusosi nel dicembre scorso, Parisi ed altri 75 imputati erano stati rinviati a giudizio tre anni prima, il 17 gennaio 2002.
I due provvedimenti restrittivi annullati nei confronti di Parisi sono quelli che fanno riferimento alle indagini dei carabinieri sull'omicidio, avvenuto nel barese nel marzo '91, di Pasquale Crocitto, di 34 anni, del quale Parisi è ritenuto dall'accusa uno dei due mandanti, e la cosiddetta operazione 'Maestrò, sulla quale è intervenuta il 28 aprile la Cassazione, con la quale la polizia smantellò un clan di spacciatori del rione Japigia di Bari.
A quanto si è saputo dall'avv.Parodi, durante il periodo di detenzione, così come prevede la legge, Parisi ha goduto di riduzioni del periodo di carcerazione per il corretto comportamento tenuto in carcere: 45 giorni ogni sei mesi di reclusione.

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