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Venerdì 22 Settembre 2017 | 13:51

Molfetta - Due arrestate per l'omicidio Bufi

In manette per favoreggiamento del presunto assassino - un docente di educazione fisica di 57 anni, attualmente sotto processo per quell'omicidio del 1992 - le sorelle Teresa e Anna Andriani. La vittima aveva 23 anni
TRANI - Nuova clamorosa svolta nell'inchiesta sull'omicidio di Annamaria Bufi, la 23enne molfettese trovata cadavere la notte tra il 3 ed il 4 febbraio '92 sul ciglio della SS 16 Bis, nei pressi dello svincolo Molfetta-Zona Industriale.
Stamattina la Guardia di Finanza di Molfetta in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani Michele Nardi ha arrestato le sorelle molfettesi Teresa e Anna Andriani.
Secondo l'accusa mossa dal pubblico ministero Francesco Bretone, le due nel corso degli interrogatori cui furono sottoposte come persone informate dei fatti, avrebbero omesso di riferire circostanze utili alle indagini.
Una complessa e "velenosa" inchiesta di fatto mai conclusa, nonostante dinanzi alla Corte d'Assise di Trani si stia celebrando il processo a carico del presunto assassino della ragazza, il 57enne professore molfettese d'educazione fisica Marino Domenico Bindi che con la vittima avrebbe avuto una relazione sentimentale. Con lui sul banco degli imputati siedono con l'accusa di favoreggiamento anche l'ex moglie Emilia Toni e l'amico Onofrio Scardigno, marito di Anna Andriani.
Gli eclatanti provvedimenti di ieri seguono l'arresto di Teresa Cafagna, cugina delle Andriani, finita in manette il 31 gennaio (poi scarcerata) anch'ella con l'accusa di favoreggiamento.
Nel corso di un'audizione, Nicoletta Caputi, amica e socia di Anna Andriani, riferì che la Cafagna «le aveva confidato di sapere che Anna Andriani aveva visto il cadavere di Annamaria Bufi riverso per terra, e che una mazza da baseball, usata per colpirla, era successivamente stata fatta sparire». Prima, dunque, che il cadavere fosse trasportato sulla superstrada.
Circostanza, secondo l'accusa, che la Cafagna avrebbe nascosto, nel corso delle sue audizioni come persona informata dei fatti, nel tentativo di ostacolare le indagini di un autonomo fascicolo investigativo aperto distintamente rispetto al processo in corso in Corte d'Assise. Ma Trani non è l'unica sede giudiziaria dov'è approdato il "Caso Bufi", giacchè la procura di Potenza indagò alcuni Carabinieri di Molfetta impegnati nelle indagini.
Antonello Norscia

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