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Venerdì 22 Settembre 2017 | 10:09

Comuni del Tarantino sul piede di guerra per l'Adsl

Sostengono d'essere stati tagliati fuori dall'opera di infrastrutturazione tecnologica del governo (127 milioni di euro per un appalto che prevede 1.800 chilometri di fibra ottica). Appello a Vendola
TARANTO - «No ad internet lumaca». Questa richiesta è partita dall'Amministrazione comunale di Monteiasi, priva della connessione veloce.
La stessa Amministrazione, in considerazione anche dell'insediamento industriale di Alenia SpA sul proprio territorio (per la costruzione di parti della fusoliera del superjet Boeing 787), è preoccupata che non si potranno offrire servizi essenziali, come le migliori tecnologie nelle telecomunicazioni, alle aziende che intenderanno insediarsi lì.
Per questo ha chiamato a raccolta un vasto numero di Comuni della provincia ionica, che soffrono per la mancanza di ADSL, in un primo incontro tenutosi presso la provincia di Taranto. Avetrana, Faggiano, Leporano, Lizzano, Manduria, Maruggio, Montemesola, Monteparano, Pulsano, San Marzano e Taranto (per competenza su alcune sue isole amministrative) sono preoccupati che gli investimenti, già avviati, per l'ampliamento della banda larga nemmeno li sfiori.
Il Governo, infatti, ha stanziato 127 milioni di euro per un appalto che prevede 1.800 chilometri di fibra ottica per coinvolgere ben 265 comuni del meridione e sarà gestita da Infratel Italia, incaricata da Sviluppo Italia su iniziativa del ministero delle Comunicazioni. Obiettivo dell'ampliamento dell'autostrada digitale, che sarà realizzata entro il prossimo anno tramite una gara il cui bando è stato pubblicato nel marzo scorso, è quello di ridurre di oltre il 20% il divario tecnologico e le carenze di infrastrutture che ancora penalizzano alcune regioni del Centro-Sud.
Dagli investimenti e dall'ampliamento delle autostrade digitali «saranno esclusi - evidenziano i promotori dell'iniziativa di protesta - molti dei comuni della provincia di Taranto, lasciando che i costi ed i servizi per gli Enti, le aziende ed i cittadini risultino gravati da oneri dovuti alle limitate capacità di trasmissione e di totale assenza di comunicazione garantite solo dalla linea ADSL».
L'incontro odierno è servito ad amministratori locali e regionali ed alle Organizzazioni sindacali di fare il primo punto su questa "dimenticanza" verso i territori tarantini da parte della Infratel.
Lo stesso incontro è stato aggiornato a lunedì prossimo per «impegnare i parlamentari ionici a far sentire la voce territoriale presso il ministero delle Comunicazioni».
Sono stati anche interessati i consiglieri provinciali e regionali del Tarantino per fare pressing sul neo presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, affinché non faccia venir meno il suo appoggio in questa richiesta di maggiori attenzioni per lo sviluppo.
La Cgil ha evidenziato che la scarsa attenzione per gli investimenti nel campo per la Puglia preoccupa di molto i rappresentanti dei lavoratori. «Si deve richiedere - ha rimarcato il rappresentante della segreteria dei metalmeccanici della Cgil - che l'intero piano della Infratel debba essere rivisto. Esso è insufficiente e deve essere riconsiderato alla luce dei dati. La Puglia, infatti, ha una copertura del 50%, contro quella del 73% del Nord. E', inoltre, indispensabile ritenere la Telecom quale interlocutore privilegiato su questo argomento, in quanto essa è l'unica proprietaria delle reti ed agisce in regime monopolistico, privilegiando i propri bilanci alle richieste di sviluppo delle realtà che hanno necessità di maggiori attenzioni sotto l'aspetto dell' infrastrutturazione».
Paolo Lerario
lerariop@libero.it

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