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Sabato 23 Settembre 2017 | 15:01

La salma di Giovanna in abito bianco

A Lucera (Foggia) i funerali della ragazza uccisa dal fidanzato a colpi di pietra. Cerimonia con il vescovo, i sacerdoti che l'hanno conosciuta e tremila persone


La salma di Giovanna in abito bianco

A Lucera (Foggia) i funerali della ragazza uccisa dal fidanzato a colpi di pietra. Cerimonia con il vescovo, i sacerdoti che l'hanno conosciuta e tremila persone


FOGGIA - La mamma Antonietta ha voluto che la figlia fosse composta in abito da sposa nella bara bianca per l'ultimo viaggio. Il feretro è giunto nella chiesa della Madonna della Spiga, una costruzione alla periferia di Lucera dove sono ancora visibili gli effetti del terremoto del 2002.
Quando il feretro ha lasciato l'abitazione parenti e amici hanno lanciato dei confetti come se si trattasse di un matrimonio, quindi la bara è stata portata in chiesa tra rose e gigli bianchi. Ad attendere Giovanna, la ragazza barbaramente uccisa dal fidanzato a colpi di pietra, quasi tremila persone, tantissimi che hanno voluto essere presenti per salutare un'ultima volta a quella ragazza piena di vita e che aveva sempre il sorriso sulle labbra. Tra i fedeli ci sono anche moltissimi ragazzi, una decina in piedi quasi a far da scorta alla bara bianca.
Giovanna Telese, 16 anni, è stata uccisa a coltellate e colpi di pietra dal suo fidanzato Alessandro Vacca, commerciante, 26 anni, il 22 aprile scorso. Vacca è ora detenuto.
La cerimonia funebre è stata officiata dal vescovo mons. Francesco Zerrillo, assieme al parroco don Ciro Miele e dal precedente parroco, don Giovanni Mace, il sacerdote che aveva battezzato Giovanna.
Dopo la lettura dedicata a Caino ed Abele, mons. Zerrillo nella sua omelia ha chiesto «risposte di consolazione per la famiglia di Giovanna che il Signore dovrà diluire nel tempo, perché le ferite sono tante e profonde». «Nessuno è innocente - ha incalzato il vescovo - dovremmo tutti chiedere lo stesso pentimento di Caino «in una «comunità che ovviamente si sente smarrita perché forse non ha fatto tutto il possibile per evitare ai giovani disastrose derive». «Dobbiamo pregare anche per chi ha vestito gli abiti di Caino e che ha commesso questo atto di violenza - ha aggiunto mons. Zerrillo- con lo speranza che Dio lo conduca al pentimento». Il vescovo ha anche ricordato la non lontana cerimonia della cresima di Giovanna, che egli stesso ha officiato: una foto di quella cerimonia è peraltro comparsa su molti giornali locali.
Oltre al coro della chiesa, composto quasi totalmente da ragazze, sono presenti anche le catechiste che avevano seguito per il catechismo Giovanna, e nessuna è riuscita a trattenere le lacrime.
Al termine della cerimonia religiosa, parlando ai presenti, l'ex-parroco don Giovanni Mace ha parlato di «doppia sofferenza che ha origine nella paternità, anch'io mi sento padre di Giovanna e di Alessandro, avendoli battezzati entrambi». «Sento il dolore - ha aggiunto - per due figli morti in maniera diversa, per chi ha raggiunto la casa del padre e per chi si è macchiato di un delitto che rimarrà per sempre, che lo seguirà sino alla tomba». Don Giovanni ha quindi esortato i genitori di Giovanna affinché «si tengano lontani da tv e giornali che lacerano i rapporti umani» e perché «con il tempo sappiano perdonare come Dio ha perdonato tutti, sappiate perdonare perché questo è il dono più grande che fate alla vostra e alla nostra Giovanna».
Prima che la bara fosse portata fuori dalla chiesa è intervenuta anche un'amica di Giovanna che rivolgendosi alla compagna dell'adolescenza ha detto «Giovanna te ne sei andata così come sei sempre stata, con il sorriso sulle labbra, aiutaci a capire. Sei stata tu la prima perdonare e adesso sei andata in un posto bello con tutti gli angeli che ti fanno festa, ciao Giovanna, ti vogliamo tanto bene». Infine la bara, portata a spalla, e seguita da un folto corteo di congiunti e amici, ha raggiunto il non lontano cimitero.

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