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Venerdì 19 Gennaio 2018 | 00:36

Allevatori chiedono Dop per fiordilatte

«L'iter per questo 'Dop' - spiega l'Associazione provinciale allevatori jonici - dura otto anni, ma l'UE ha nuovamente rinviato la decisione al prossimo giugno»
BARI - La creazione del marchio di Denominazione d'origine protetta (Dop) per il formaggio «fior di latte» è uno dei principali temi dell'assemblea annuale dell'Apa (Associazione provinciale allevatori), convocata per venerdì 29 aprile alle 10 all'Appia Palace hotel di Massafra (Taranto).
«L'iter per questo 'Dop' - spiega l'Apa - dura da otto anni, ma l'Unione europea ha nuovamente rinviato la decisione al prossimo mese di giugno».
«Dopo quattro anni di restrizioni nella commercializzazione del bestiame per la 'blue tongue', è ancora delicata la situazione economico-finanziaria delle aziende zootecniche».
Nel frattempo però «la pressione è notevolmente aumentata per la crescita delle importazioni non solo di latte ma anche di cagliate poi utilizzate per imitazioni dei latticini 'made in Puglia'.

La zootecnia ionica anche nel 2004, scrive l'Apa, ha confermato la sua leadership in Puglia per numero di allevamenti (475) sottoposti ai controlli funzionali e per capi bovini iscritti nei libri genealogici (20.490), da cui proviene la maggiore quantità di latte di qualità dell'intera regione (1.157.555 quintali prodotti lo scorso anno, cui segue Bari con 827.342 quintali, 360 allevamenti e 14.548 bovini). Più distanti, nella classifica, sono le altre province: a Brindisi gli allevamenti sono 66 (2.878 i bovini iscritti nei libri genealogici, 153.914 i quintali di latte prodotti), a Foggia 30 (1.957 bovini, 121.095 quintali di latte), a Lecce 40 (1.140 bovini, 58.492 quintali).

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