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Venerdì 22 Settembre 2017 | 04:53

Lucera - Giovanna morta dissanguata.

Dai primi risultati dell'autopsia risulta che la ragazza poteva essere salvata se invece di agonizzare 10 ore fosse stata soccorsa subito
FOGGIA - Giovanna Tanese, la ragazza di 16 anni di Lucera, in provincia di Foggia, uccisa dal suo fidanzato, Alessandro Vacca, 26 anni, venerdì scorso in località «Bosco Cimino», sarebbe morta dissanguata. Queste le anticipazioni delle risultanze dell'autopsia sul cadavere della vittima cominciata oggi intorno alle 13 agli Ospedali Riuniti di Foggia e terminata poco fa.

I colpi di coltello al torace e quelli di mattone alla testa non avrebbero leso organi vitali. Pertanto le ferite non sarebbero state determinanti nella morte. Giovanna è rimasta senza ricevere soccorsi, per dieci ore nel casolare dove è avvenuta l'aggressione. L'omicidio sarebbe avvenuto intorno alle 13.30. Il fidanzato ha confessato agli investigatori, indicando il luogo dove si trovava la fidanzata, dopo aver raccontato in un primo tempo una falsa versione dei fatti. A tarda notte, quando i poliziotti si sono precipitati nel casolare, la ragazza era ancora viva e avrebbe pronunciato alcune frasi. E' morta dopo il ricovero all'ospedale. Ad eseguire l'esame la dottoressa Eleonora Turillazzi della divisione di Anatomia Patologica, diretta dal professor Vittorio Fineschi, la stessa che effettuò l'autopsia sul corpo di Giusy Potenza, la ragazza 15enne di Manfredonia uccisa il 12 novembre del 2004.

Quanto alle indagini, gli inquirenti tendono a confermare la ricostruzione fornita in un primo tempo, quella cioè di una discussione avvenuta sul momento. La relazione tra Giovanna Tanese e Alessandro Vacca era in crisi, la madre di lei non voleva che la ragazza lo frequentasse perchè il giovane commerciante ambulante era considerato un violento.
Tra l'altro Vacca, sostengono gli investigatori, non può aver premeditato l'omicidio perchè prima di passare a prendere la fidanzata, probabilmente per un chiarimento, ha telefonato al numero di telefono di casa dove quindi sapevano che Maria stava uscendo con lui. Una delle armi servite per colpire la vittima, un mattone, il presunto assassino l'ha trovata sul posto. Si sarebbe trattato, quindi, di un omicidio avvenuto per rabbia e per possessività, nel timore di vedere troncata la relazione.

Gli inquirenti, il Commissariato di Polizia di Lucera e la Squadra Mobile di Foggia, confermano che 20 giorni fa la ragazza ha presentato una denuncia-querela al Commissariato a carico di una persona, sembra un 50enne, successivamente ritirata. Ma ritengono che questo episodio non abbia nulla a che fare con l'omicidio.
«Si sarebbe trattato di una questione privata», dicono. Riguardo all'aiuto che il giovane avrebbe ricevuto nelle ore successive all'omicidio, sembra certo che Vacca si è recato a casa di un parente dal quale ha ricevuto panni puliti e al quale ha raccontato di essere stato vittima di un incidente. La prima versione fornita ai poliziotti dal presunto omicida e stata quella di una aggressione da parte di sconosciuti ai quali era sfuggito. I funerali della sfortunata ragazza si terranno domani.

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