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Venerdì 22 Settembre 2017 | 10:08

Per il 25 aprile, a Bari i partigiani dal Montenegro

Una delegazione di reduci che ha lottato per la libertà assieme ai partigiani italiani, si è unita al tradizionale omaggio al Sacrario dei caduti d'Oltremare
BARI - Una delegazione di partigiani montenegrini si è unita oggi a Bari al tradizionale omaggio al Sacrario dei caduti d'Oltremare nell'anniversario del 60^ della Liberazione. A guidarla il Gen. Andrija Nikolic, classe 1915, Presidente dell'Associazione dei combattenti della resistenza del Montenegro ed ex ministro della Difesa del suo paese.
«Siamo qui - ha detto - per rendere omaggio ai combattenti della Divisione Garibaldi che all'indomani delle tragiche giornate dell'8 Settembre si unì al gran completo alla resistenza in Montenegro partecipando alla Guerra di Liberazione e pagando un alto tributo di sangue. Una scelta che contribuì alla affermazione della libertà e della democrazia per il cui rafforzamento siamo oggi tutti impegnati. Difendere la democrazia è altrettanto duro che conquistarla - ha aggiunto l'anziano partigiano rammentando - gli antichi vincoli di amicizia tra l'Italia e il Montenegro, i legami con Casa Savoia, l'amore per la Puglia di Re Nicola del Montenegro e sua figlia Elena diventata regina d'Italia». L'auspicio dei montenegrini è «che l'Italia consolidi il suo ruolo nell'Unione Europea e nella Comunità internazionale». La Delegazione dei veterani montenegrini era accompagnata dal Console Generale di Serbia e Montenegro Zeliko Stamatovic che ha deposto una corona di fiori a nome del popolo e del governo del Montenegro. I partigiani montenegrini dopo la cerimonia al Sacrario hanno raggiunto il Cimitero del Commonwealth a Triggiano dove hanno reso omaggio ai caduti delle Forze Armate Britanniche ed Alleate. L'associazione dei veterani della resistenza del Montenegro si è separata dalla Associazione dei veterani della Serbia dopo la decisione di quest'ultima di aprire le porte della organizzazione ai veterani della guerra di Bosnia e del Kossovo e dopo la decisione del governo di Serbia di equiparare ai partigiani, rendondo loro gli onori, i «cetnici», militanti nazionalisti che collaborarono con i nazisti.

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