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Martedì 19 Settembre 2017 | 17:27

Antonio Caramia nuovo presidente dell'Autorità portuale di Taranto

Non senza polemiche la nomina del nuovo presidente da parte della giunta regionale uscente. Ma più che le polemiche politiche sul tappeto sono tanti i problemi di risanamento dell'area portuale da risolvere
TARANTO - L'imprenditore Antonio Caramia è il nuovo presidente dell'Autorità portuale di Taranto.
L'ex presidente dell'Assindustria di Taranto potrà insediarsi al vertice dell'Autority ionica per i prossimi quattro anni in seguito al decreto firmato dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Pietro Lunardi.
A capo della gestione dell'intera area portuale di Taranto, quale successore di Sandro Petriccione, il nuovo presidente ha potuto esservi eletto in seguito anche all'indicazione unanime del Comune e Provincia di Taranto e camera di Commercio ionica.
Queste indicazioni, infatti, sono ormai essenziali in seguito alla corretta applicazione della legge 89 del 1994, istitutiva delle Autorità portuali. Legge che consente ai tre Enti di poter indicare una terna di nominativi sulla quale può esprimersi il ministro delle Infrastrutture. Nel caso di Caramia, invece, Comune, Provincia ed Ente camerale hanno fatto unico blocco nell'indicare soltanto quello del presidente uscente degli industriali tarantini.
La stessa nomina, inoltre, ha ricevuto nei mesi scorsi l'ok del Presidente della Regione, Raffaele Fitto, prima di approdare sui tavoli delle Commissioni dei due rami del Parlamento.

La nomina di Caramia, come altre avvenute in queste ultime settimane, ha alimentato anche la "dura" polemica tra il neo presidente della Regione, Nichi Vendola, e lo stesso Fitto.
Vendola, infatti, ha chiesto che tutte le nomine effettuate dal Presidente uscente fossero "bloccate", inserendo anche quella di Caramia ed anche se essa era stata espressa da Fitto nel pieno dei suoi poteri.
Il neo presidente dovrà affrontare nell'immediato futuro l'avvio del progetto per la piattaforma logistica retroportuale, proposta dall'associazione di imprese, guidata dalla Logsystem dell'imprenditore Marcellino Gavio (con Grassetto e Fincosit) per un investimento complessivo di 156 milioni di euro, ed il Piano regolatore dell'intera area portuale.
Senza contare, poi, che il neo presidente si troverà ad affrontare probabilmente anche l'aspetto manageriale meno agevole: quello delle minore entrate statali.
Il Governo con la nuova Finanziaria, infatti, ha imposto cospicui tagli a tutte le pubbliche amministrazioni, Authority comprese. Il bilancio di previsione 2005 dell'Autorità portuale deve, perciò, riparametrare significativamente tutti gli interventi, passando da una previsione iniziale di investimenti a carico dell'amministrazione portuale di circa 30 milioni di euro ad una di circa 5 milioni.
Paolo Lerario
lerariop@libero.it

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