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Mercoledì 17 Gennaio 2018 | 08:23

Le motivazioni del giudice Forleo

Il magistrato di Brindisi lavora al Tribunale di Milano: «Ecco perché quei tre islamici non sono terroristi internazionali». Fu attaccata da esponenti della Cdl
MILANO - Sono state depositate le motivazioni della sentenza con cui il magistrato brindisino Clementina Forleo - giudice per le indagini preliminari a Milano - lo scorso 24 gennaio ha assolto durante il processo con rito abbreviato tre islamici dall'accusa di terrorismo internazionale. Una sentenza contro la quale si scagliarono componenti della maggioranza del governo Berlusconi, compresi alcuni ministri, contro i quali il magistrato annunciò azioni legali a tutela del proprio operato e della propria immagine.
Le anticipazioni di questa sentenza erano già contenute in un provvedimento con cui quello stesso giorno il giudice aveva stralciato, dichiarando la competenza di Brescia, la posizione di altri due islamici, sostenendo che la guerriglia non è terrorismo.
Non ci sono legami fra i tre islamici assolti e cellule responsabili di attacchi terroristici: è quel che sostiene il giudice pugliese in uno dei passi delle motivazioni della sentenza di assoluzione dall' art. 270 bis, quello relativo al terrorismo internazionale, di Maher Bouyahia, Ali Ben Sassi e Toumi Mohammed.
Secondo il giudice «può dirsi non raggiunta la prova della sussistenza di legami penalmente rilevanti del gruppo in questione con quelli, pur della stessa matrice ideologica, responsabili di attacchi di pacifica natura terroristica». Questo perché secondo il magistrato non si può far leva «sulla presunta analogia della "potenziale progettualità operativa degli spostamenti di uomini e risorse" rispetto ad episodi di pacifica natura terroristica» né tanto meno sui rapporti tra soggetti che gravitano negli stessi ambienti eversivi e «dunque sui loro rapporti di conoscenza e/o pregressa frequentazione».

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