Cerca

Sabato 23 Settembre 2017 | 11:25

Alle Tremiti si cerca il piroscafo dei «Mille»

Si scandaglia il fondale delle isole nel quale pare giacciano i resti del piroscafo Lombardo, la nave che, con la Piemonte, portò Garibaldi ed i suoi da Quarto a Marsala il 1860
Isole Tremiti TREMITI - La ruota di un piroscafo, parti del motore e resti metallici che collegano pezzi in legno: sporge a fatica dal fondale delle Isole Tremiti, dove è rimasto adagiato quasi un secolo e mezzo, quel che resta della gloriosa nave «Lombardo» che insieme alla 'Piemontè nel 1860 portò Garibaldi e le sue mille camicie rosse da Quarto a Marsala.
Il relitto era stato individuato tempo fa dallo storico Pietro Faggioli, che l'ha localizzato nei fondali dell'Isola di San Domino (arcipelago delle Tremiti), in una zona compresa tra cala degli Inglesi e punta del Vapore. Dopo la scoperta, il tutto è passato nelle mani della soprintendenza ai beni archeologici che oggi, insieme con i sommozzatori dei carabinieri e il nucleo per la tutela del patrimonio culturale, ha avviato le operazioni di ricerca del relitto per accertarne innanzitutto la reale attribuzione e poi per verificare la possibilità di recupero. Le ricerche vengono condotte con i sommozzatori e con sofisticate attrezzature e proseguiranno anche nei prossimi giorni se le condizioni meteorologiche lo consentiranno.
Dopo l'avventura dei Mille e la raggiunta unità d'Italia, il piroscafo «Lombardo» venne spostato su altre rotte, e quattro anni dopo la gloriosa spedizione finì i suoi giorni al largo dell'isola di San Domino. Il naufragio avvenne nella notte tra il 12 e il 13 marzo del 1864 dopo che la nave rimase incagliata sulla secca di Cala degli Inglesi. Il piroscafo che trasportava detenuti, era partito da Ancona alcuni giorni prima diretto alle Tremiti e a Manfredonia.
Durante il regno borbonico, le Tremiti erano utilizzate come colonia penale: i detenuti politici venivano reclusi sull'isola di San Nicola, i criminali comuni a San Domino. Dopo l'incidente sulla rotta per San Domino, per sei giorni si tentò di salvare la nave ma i tentativi furono inutili, finchè una tempesta dette il colpo di grazia sfondando la chiglia della nave che affondò nel luogo dove è rimasta sino ad oggi.

Il piroscafo «Lombardo» era stato varato nel 1841 e con il 'Piemontè salpò il 6 maggio del 1860 da Quarto: a bordo c'erano 1.089 uomini e un'unica donna, Rosalia Montmasson, moglie di Francesco Crispi.
Il 7 maggio le navi si fermarono a Talamone, dove furono consegnati a Garibaldi 4 cannoni e munizioni; il giorno dopo ripresero la navigazione per la Sicilia dove arrivarono l'11 maggio entrando nel porto di Marsala scortate dagli inglesi.
Poche ore dopo furono cannoneggiate dall'esercito borbonico: il 'Piemontè fu devastato e finì su una secca mentre il 'Lombardò rimase semiaffondato nel porto di Marsala ma fu riparato nei mesi successivi. Un anno dopo riprese la sua attività trasportando da un porto all'altro truppe e detenuti. Il suo ultimo viaggio alla volta delle Tremiti cominciò il 3 marzo 1864.

Paola Laforgia

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione