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Martedì 23 Gennaio 2018 | 22:35

Composizione Consiglio Cdc Bari, impugnate decisioni Regione

Assindustria, Coldiretti, Cia, Confartigianato e Lega delle cooperative che oggi hanno presentato ricorsi al ministero per le attività produttive
BARI - Il Consiglio della Camera di Commercio deve rappresentare al proprio interno le associazioni di categoria della provincia di Bari secondo equilibri che devono rispecchiare la realtà del mondo produttivo e che non possono essere stravolti da errori di calcolo quali quelli contenuti nel recente decreto della Regione che ha stabilito l'attribuzione dei seggi.
E' quanto sostengono cinque associazioni di categoria, Assindustria, Coldiretti, Cia, Confartigianato e Lega delle cooperative che oggi hanno presentato ricorsi al ministero per le attività produttive contro il decreto firmato nel marzo scorso dall'ex presidente della Regione, Raffaele Fitto, che attribuisce per ciascuna associazione il numero di rappresentanti nel consiglio. L'annuncio della presentazione dei ricorsi è stato fatto oggi nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i responsabili delle cinque associazioni.
Secondo le organizzazioni che hanno firmato i ricorsi, il decreto si basa su errori compiuti in particolare nel conteggio del numero degli iscritti di ciascuna associazione. Questo ha comportato, secondo Assindustria e le altre, l'attribuzione ad alcune associazioni che non ne avevano diritto, di consiglieri che spettavano ad altre. Le associazioni hanno annunciato che se non dovessero avere risposte dal Ministero ricorreranno al Tar, ma hanno anche rivolto un appello al neoeletto presidente della Regione, Nichi Vendola, perchè corregga il decreto, secondo gli strumenti che la legge gli conferisce.
L'attuale consiglio della Camera di commercio è in scadenza (il 23 maggio prossimo) e se l'organo non dovesse essere ricostituitO entro i successivi 45 giorni l'ente rischia il commissariamento. Al consiglio spetta l'elezione del presidente. «Il decreto del presidente uscente della Regione Puglia, Raffaele Fitto - ha sostenuto il presidente della Coldiretti, Nicola Ruggiero - è fatto apposta per l'ingovernabilità; infatti contiene sviste sui numeri effettivi dei rappresentati e dunque dà una falsa immagine della situazione reale».
«Quello a cui aspiriamo - ha proseguito Ruggiero - con le 133.000 imprese iscritte nella Camera di Commercio di Bari, è una governabilità chiara, nei fatti, priva di errori formali ed alterazioni e in grado di pensare allo sviluppo del territorio». «La Camera di Commercio - ha aggiunto il presidente dell'Assindustria di Bari, Nicola De Bartolomeo - deve sostenere lo slancio e lo sviluppo delle categorie produttive in un coordinamento di idee armonico sul territorio. L' auspicio, quindi, è che si torni a lavorare in un clima di piena fiducia».
«E' inquietante - ha aggiunto il coordinatore dei ricorsi, Davide Pellegrino - che le innumerevoli alterazioni contenute nel decreto vadano tutte verso l' appesantimento di uno schieramento che si è autoproclamato maggioranza, che si è vantato di essere stato accreditato da Fitto, e che vorrebbe occupare la Camera di Commercio estraniando le associazioni di categoria più importanti nei settori dell'industria dell'agricoltura e dell'artigianato». «Si tratta - ha detto - di un autentico autogol in un momento in cui invece l'economia richiede collaborazione e gioco di squadra». «Si capisce dai fatti - ha concluso - che chi conduce questa folle avventura è lontano anni luce dai bisogni veri delle imprese. Peccato che la Regione abbia abdicato al ruolo di verificare dati e rappresentanza».

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