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Martedì 26 Settembre 2017 | 04:08

False analisi: a giudizio prof.Lattarulo

Già direttore del Pmp della Ausl Bari/4, direttore scientifico dell'Arpa Puglia è accusato di favoreggiamento personale e falsità ideologica continuate e aggravate
BARI - Con le accuse di favoreggiamento personale e falsità ideologica continuate e aggravate il gup del Tribunale di Bari Marco Guida ha rinviato a giudizio Onofrio Lattarulo, di 62 anni, nella sua precedente qualità di direttore del Presidio multizonale di prevenzione (Pmp) della Ausl Bari/4. Lattarulo ora è direttore scientifico dell' Agenzia regionale prevenzione e ambiente (Arpa) della Regione Puglia.
I fatti contestati fanno riferimento al periodo compreso tra luglio e settembre '98 e riguardano l'attività dello stabilimento della Tersan Puglia e sud Italia, società con sede a Modugno (Bari) autorizzata alla produzione di fertilizzanti per l' agricoltura ottenuti mediante il trattamento di fanghi provenienti da depuratori pubblici.
Lattarulo, anche nella sua veste di consulente della Procura, è accusato di aver attestato il falso e di aver favorito ripetutamente la Tersan, che è anche al centro dell' inchiesta avviata nel settembre 2003 dalla Procura di Bari dopo la scoperta di fanghi e rifiuti su ampie aree della Murgia barese; rifiuti, anche speciali, furono trovati su due aree estese per complessivi 300 ettari in località Cervoni, nelle campagne di Altamura, e in località Finocchio, nel territorio di Gravina in Puglia.
Il 27 febbraio 2004 i due amministratori unici della società Tersan, Silvestro Delle Foglie, di 63 anni, e sua moglie, Sabina Cirone, di 62, furono condannati l'uno a un anno e due mesi e l'altra a sette mesi di reclusione per violazione delle norme sul trattamento e sullo smaltimento dei rifiuti, di quelle sull' inquinamento atmosferico e per frode nell' esercizio del commercio per aver venduto come compost quello che in realtà era un rifiuto, destinandolo all' agricoltura (anche biologica). La sentenza di condanna è stata però recentemente annullata dalla Corte d' appello di Bari per questioni formali e il processo di primo grado dovrà essere nuovamente celebrato.
Secondo il pm inquirente, Renato Nitti, Lattarulo per assicurare a Delle Foglie l' impunità nel procedimento nel quale è ora a giudizio, ha attestato falsamente alcuni dati nelle relazioni di analisi, destinate a provare la verità, sulle sostanze in entrata e in uscita dalla Tersan. In sostanza - ritiene il pm - ha omesso di riportare dati, pur accertati in analisi, che avrebbero determinato la violazione dei parametri normativi previsti in relazione alla asserita natura di compost, di ammendante e di fango utilizzabile in agricoltura.
Il reato di favoreggiamento personale fa invece riferimento all' aiuto che - secondo il pm - Lattarulo avrebbe fornito a Delle Foglie per eludere le indagini del magistrato, sia compiendo i falsi contestati sia tacendo, nel momento in cui assunse l' incarico di consulente della Procura nel procedimento Tersan, l' esistenza di «pregressi e persistenti» rapporti con Delle Foglie. Quindi - sostiene l' accusa - in qualità di consulente della Procura ha consegnato al pm rapporti di analisi sui compost che sapeva essere falsi e incompleti; ha omesso di concludere che le sostanze in uscita dal ciclo produttivo della Tersan non erano conformi alla normativa in vigore in materia di rifiuti, di fertilizzanti e di utilizzo di fanghi in agricoltura. A Lattarulo viene contestato il favoreggiamento anche per aver detto al pm di non aver avuto mai alcun rapporto con Delle Foglie.
All'udienza preliminare si sono costituiti parte civile diversi abitanti che vivono nei pressi dello stabilimento Tersan. Il processo nei confronti dell'imputato comincerà il 4 ottobre prossimo dinanzi al giudice unico del Tribunale di Bari Maria Mitola.

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