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Martedì 19 Settembre 2017 | 19:20

Inchiesta Sanità: commissariate società coinvolte

Si tratta della cooperativa «La Fiorita» e della «Duemila spa» (del cosiddetto gruppo "Maniglia") di Bari al centro di indagini sulla presunta truffa da 31 milioni
BARI - Sono state commissariate dalla magistratura barese la società cooperativa "La Fiorita" e la "Duemila spa" (del cosiddetto gruppo "Maniglia") di Bari al centro di indagini sulla presunta truffa da 31 milioni di euro che il 12 aprile scorso ha portato all'arresto di 16 persone, tra direttori generali di Ausl pugliesi, responsabili della Fiorita, imprenditori e funzionari della Regione Puglia.
Lo ha disposto, su richiesta della Procura della Repubblica, il gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis che ha nominato i due commissari che dovranno amministrare le società: i docenti universitari baresi Giuseppe Trisorio Liuzzi per La Fiorita, e Vincenzo Vito Chionna per Duemila spa.
Il commissariamento - a quanto è possibile dedurre - avrà durata di un anno dato che il giudice De Benedictis nel suo provvedimento parla genericamente di durata massima prevista dalla legge per le misure cautelari. Durante l'anno di attività il commissario può provvedere autonomamente solo alla gestione ordinaria della società ed ha il compito di tutelare i posti di lavoro. Il commissariamento è stato deciso in base all'articolo 15 del decreto legislativo 231 del 2001 che disciplina la responsabilità delle società per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato. Il giudice - a quanto si è saputo - ha concesso il commissariamento come misura interdittiva totale rilevando che l'interruzione dell'attività aziendale può provocare, tenuto conto delle sue dimensioni e delle condizioni economiche del territorio in cui è situato, rilevanti ripercussioni sull'occupazione. Infatti, secondo i dati forniti nel corso del procedimento dai legali delle due società, La Fiorita ha 429 dipendenti, la Duemila 540.
L'indagine che ha portato oggi al provvedimento di interdizione totale dall'attività riguarda presunte irregolarità nell'assegnazione di appalti per servizi di pulizia, sanificazione e ausiliariato in enti pubblici (Inpdap di Bari, ospedale Santissima Annunziata di Taranto e Comune di Gravina in Puglia) e nelle Ausl Bari quattro e cinque, Lecce uno e due, e Foggia uno. Ai 16 arrestati l'accusa contesta a vario titolo i reati di associazione per delinquere, truffa, falso ideologico, turbativa d'asta e corruzione. Molti di loro, dopo l'interrogatorio di garanzia, hanno fatto ricorso al Tribunale del Riesame dinanzi al quale respingeranno le accuse e forniranno la propria versione dei fatti.

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