Lunedì 23 Luglio 2018 | 02:28

Truffa a Ssn, arrestati medici a Taranto

L'operazione dei Nas nei confronti di 10 medici specialisti e 3 amministratori di un centro di fisioterapia. Prescritte terapie anche ad un morto
Stanza ospedale TARANTO - Prestazioni riabilitative gonfiate o persino controindicate, in un caso riferite anche a una persona morta, e ricette falsificate con la compiacenza di alcuni medici; tutto che ruotava attorno a un istituto privato di riabilitazione convenzionato. Funzionava così la presunta truffa da quattro milioni di euro scoperta dai carabinieri del Nas di Taranto che oggi hanno arrestato 13 persone tra le province di Taranto, Brindisi e Bari.
Quattro degli arrestati sono finiti in carcere e sono dirigenti dell'Istituto di diagnosi e terapia di Taranto: sono Jole Ammenti, di 72 anni, suo marito Michele Marangi, di 72, titolari del centro riabilitativo, il figlio della coppia, Michelangelo Marangi, di 45, e Vito Dammacco, di 57 anni, medico fisiatra di Bari e direttore tecnico del centro. Gli altri nove, tutti medici sono ai domiciliari; tra loro anche Pasquale Doria, neoletto consigliere comunale a Manduria (Taranto) nella lista Ds. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata a sistematiche truffe ai danni del servizio sanitario nazionale.

L'inchiesta era nata poco più di un anno fa sulla base di alcune segnalazioni ed esposti, tra cui uno anche della stessa Asl Taranto 1. Secondo quanto accertato, erano tre i canali attraverso i quali il centro convenzionato realizzava la truffa nel periodo 2003-2004. Col primo canale, i medici dell'istituto assegnavano ai pazienti piani terapeutici contenenti prescrizioni eccessive di fisiokinesiterapia, in alcuni casi non appropriate o persino controindicate per la loro patologia.
Questo, secondo l'accusa, induceva in errore i medici di base i quali a loro volta - e spesso anche con riluttanza - trascrivevano le terapie richieste dallo specialista sulle ricette del servizio sanitario nazionale, e successivamente la Asl liquidava le prestazioni. L'inadeguatezza o la controindicazione delle terapie è stata accertata da una perizia tecnica fatta eseguire dal pm Italo Pesiri che ha condotto l'inchiesta.

Il secondo canale della truffa vedeva impegnati direttamente i responsabili della struttura convenzionata i quali attestavano falsamente alla Asl di aver fornito una quantità di prestazioni che in realtà non potevano essere eseguite sia in rapporto al personale impiegato sia ai tempi necessari per eseguirle.
E' stato calcolato che in alcuni casi i dipendenti avrebbero dovuto lavorare 40 ore al giorno per eseguire tutte le prestazioni indicate. Infine gli indagati falsificavano e ripresentavano alla Asl Ta1 per il rimborso, benchè già liquidate, ricette mediche che indicavano prestazioni di fisiokinesiterapia eseguite negli anni precedenti. Questo avveniva falsificando la data, il numero progressivo e in alcuni casi i codici delle prestazioni. Tra i pazienti destinatari delle prestazioni riabilitative nel gennaio 2004 ve ne sarebbe stato anche uno deceduto dieci mesi prima.
Molti pazienti venivano accompagnati gratuitamente all'istituto con un autobus messo a disposizione dalla stessa struttura, e venivano allettati con l'offerta di 'gadget', soprattutto piccole sveglie. Le ordinanze sono state emesse dal gip Tribunale di Taranto Luciano La Marca.

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