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Lunedì 25 Settembre 2017 | 04:43

Barletta - Costruzione Ipercoop, 16 rinvii a giudizio

E due sentenze di non luogo a procedere. L'esito dell'udienza preliminare sui presunti illeciti commessi per la realizzazione del centro commerciale. Scagionati dalle accuse "per non aver commesso il fatto" i costruttori Mariano Antonio Rizzi, titolare dell'impresa realizzatrice delle opere, e Vito Fusillo, rappresentante della Fimco spa, esecutrice dei lavori
Sedici rinvii a giudizio e due sentenze di non luogo a procedere.
Questo l'esito dell'udienza preliminare sui presunti illeciti commessi per la realizzazione del centro commerciale di Barletta, in via Trani, meglio noto come Ipercoop.
Il gup del Tribunale di Trani Teresa Giancaspro ha accolto la quasi totalità delle richieste del pubblico ministero Giuseppe Maralfa, scagionando dalle accuse, "per non aver commesso il fatto", solo i costruttori Mariano Antonio Rizzi, titolare dell'impresa realizzatrice delle opere, e Vito Fusillo, rappresentante della Fimco spa, altra impresa esecutrice dei lavori.
Per le altre 16 persone coinvolte a vario titolo il processo inizierà il 5 Luglio dinanzi al Tribunale di Trani.
Sul banco degli imputati siederanno: il sindaco di Barletta Francesco Salerno, gli altri componenti della giunta che ratificò e deliberò alcuni progetti e schemi di convenzione, cioè gli assessori Maria Campese, Giacinto Maria Pantheon e Pietro Doronzo, nonché gli ex assessori Nicola Defazio, Maria Marina De Tullio, Salvatore Tupputi, Teodoro Doronzo e Giovanni Pica, il dirigente incaricato del settore urbanistica, Francesco Gianferrini, l'amministratore delegato della committente Tatò Paride spa, Roberto Tatò, i progettisti Cosimo Damiano Dilillo e Antonio Palmieri (quest'ultimo anche direttore dei lavori), il funzionario istruttore responsabile del procedimento Ernesto Bernardini, il legale rappresentante della Delta srl subentrata all'originaria committente Tatò Paride spa, Faustino Zaccarini, e l'ulteriore direttore dei lavori Stefano Ruggi.
Il Pubblico Ministero aveva contestato a vario titolo i reati di abuso d'ufficio e violazione della normativa in tema di lottizzazioni.
L'Accusa ritiene che le concessioni edilizie per cui è stato possibile eseguire l'ipermercato avrebbero di fatto determinato una trasformazione della destinazione urbanistica del suolo da industriale a commerciale.
L'11 aprile 2003, su richiesta dello stesso Pm, il gip del tribunale di Trani Michele Nardi dispose il sequestro preventivo con facoltà d'uso dell'area inaugurata il 5 dicembre 2002.
In pratica quella che è l'attuale zona aperta al pubblico, la cui attività commerciale, proprio in virtù della facoltà d'uso, non ha subito pregiudizio, col divieto, tuttavia, di compiere sull'immobile qualsiasi tipo d'intervento.
Sorte differente per il primo piano del complesso, dove i lavori non erano stati ancora completati, per cui si dispose il divieto d'accesso.
Concludendo le indagini, il Pm ipotizzò che la lottizzazione fosse abusiva.
L'inchiesta nacque dalla denuncia di un imprenditore concorrente, Giovanni Pomarico, legale rappresentante della Megamark srl di Trani, ritenuta persona offesa del reato, che segnalò presunte anomalie nell'iter che sfociò nell'apertura dell'importante centro commerciale.
Nel corso dell'udienza preliminare c'è stata la costituzione di parte civile dei Supermercati Alfa srl, rappresentati dall'avv. Filiberto Palumbo, e della Gross Market srl, con l'avv. Rosita Petrelli.
Antonello Norscia

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