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Sabato 23 Settembre 2017 | 18:42

Sanità - «Gli inquirenti hanno sbagliato»

Così l'avv.Giovanni Levati, difensore di Aristide Tabasso, uno dei 16 arrestati dalla GdF di Bari per presunte irregolarità nell'assegnazione di appalti
BARI - «Errori» in cui sono incorsi gli inquirenti e la polizia giudiziaria, «che in fase di indagini a volte ha operato raccogliendo prove senza rispettare il codice di rito», vengono denunciati dall'avv.Giovanni Levati, del Foro di Perugia, difensore di Aristide Tabasso.
Questi è una delle 16 persone arrestate dalla guardia di finanza di Bari il 12 aprile scorso nell'ambito delle indagini su presunte irregolarità nell'assegnazione di appalti per servizi di pulizia, sanificazione e ausiliariato in enti pubblici e Ausl pugliesi. I provvedimenti restrittivi furono notificati a responsabili della cooperativa barese La Fiorita, a direttori generali di Ausl pugliesi, a imprenditori e funzionari della Regione Puglia.
Secondo l'avv.Levati, il suo assistito «è completamente estraneo ai fatti-reato contestati e ha iniziato a chiarire la propria posizione già nel corso dell'interrogatorio di garanzia», al termine del quale la difesa ha inoltrato al gip la richiesta di scarcerazione, anche «alla luce degli importanti elementi che sono stati portati all'attenzione dei magistrati».
«Deve essere chiarito - afferma il legale in una dichiarazione - l'equivoco per il quale Tabasso è stato considerato a torto come un alto funzionario della Regione, quando in realtà è un dipendente che svolgeva esclusivamente compiti tecnici e non direttivi». Il legale annuncia anche che gli «errori» saranno rappresentati nell'udienza del 20 aprile prossimo dinanzi al Tribunale del Riesame al quale la difesa ha presentato ricorso.

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