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Domenica 24 Settembre 2017 | 08:52

Dissequestrata stazione balneare a Gallipoli

E' stata accolta dalla Procura della Repubblica di Lecce la richiesta di dissequestro presentata per conto dei proprietari delle strutture balneari dagli avvocati Gianluigi Pellegrino e Francesca Conte
LECCE - E' stata accolta dalla Procura della Repubblica di Lecce la richiesta di dissequestro presentata per conto dei proprietari delle strutture balneari dagli avvocati Gianluigi Pellegrino e Francesca Conte. Questi ultimi, però, presenteranno ricorso al Tar contro la decisione assunta dall' ufficio tecnico del Comune i cui dirigenti, non appena appresa la decisione della Procura, hanno disposto la inibizione in via amministrativa dell' uso delle strutture balneari. Il sequestro degli stabilimenti era stato disposto su iniziativa dell' ufficio tecnico e dei vigili urbani di Gallipoli. Oggetto della contestazione era la sussistenza prima dell' inizio della stagione balneare non dei chioschi e delle strutture ma delle semplici passerelle e pedane di appoggio sulle quali con l' inizio della stagione vengono installati i chioschi.
«In realtà - spiega l' avv.Pellegrino - si tratta semplicemente della circostanza che si verifica ormai da decenni: a fine stagione gli stabilimenti smontano tutte le strutture verticali e non anche le pedane e le passerelle perchè ciò renderebbe eccessivamente gravoso il rimontaggio e lascerebbe scoperti gli impianti». «Pertanto - prosegue Pellegrino - anche sulla base di autorizzazione da parte della Capitaneria di Porto da anni vengono lasciate tali strutture minime durante il periodo invernale». «Inoltre - ha aggiunto l' avvocato - trattandosi di sequestro probatorio, non aveva alcun senso mantenerle dopo che ogni accertamento era stato effettuato e con il solo effetto di recare gravissimi danni agli stabilimenti e alla stagione turistica nell' imminenza dell' estate». La stagione, comunque, potrebbe ora essere pregiudicata - secondo Pellegrino - dalla decisione dell' ufficio tecnico comunale: «E' davvero sorprendente - affermano gli avvocati Pellegrino e Conte - l' accanimento che sta dimostrando il Comune di Gallipoli contro strutture balneari che da decenni operano a beneficio della collettività e del turismo garantendo anche la manutenzione delle spiagge altrimenti destinate a divenire ricettacolo di rifiuti».

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