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Sabato 23 Settembre 2017 | 09:37

Bitonto - Uccide la moglie a sprangate

Lui Giuseppe Pazienza, bracciante agricolo di 31 anni, durante la lite ha detto alla moglie: «Sei una stupida». E lei ha osato rispondergli: «E tu un cretino»
BITONTO (BARI) - «Abbiamo litigato, ci siamo insultati, e io l'ho uccisa». C'è questa semplice quanto assurda spiegazione, pronunciata in dialetto davanti ai carabinieri, dietro la morte di una donna di 25 anni, Maria Ruggiero, casalinga, massacrata dal marito con una spranga di ferro ieri sera a Bitonto, sotto il tetto coniugale. Solo un litigio banale prima di andare a dormire.
Lui, Giuseppe Pazienza, bracciante agricolo di 31 anni, durante la lite le ha detto: «Sei una stupida». Lei gli ha risposto: «E tu un cretino». Tanto è bastato, almeno secondo le informazioni sinora in possesso degli investigatori e la versione che lo stesso uxoricida ha fornito loro dopo essersi costituito.
Pazienza viene descritto dai vicini come una «brava persona» e nel suo passato i carabinieri non hanno trovato traccia di episodi di violenza. Però, dopo l'insulto della moglie non ci ha visto più: colto da un raptus ha afferrato una spranga di ferro lunga un metro e ha cominciato a colpire, più volte, fino a sfondare il capo di sua moglie, che era anche madre delle sue due figlie.
La famiglia Pazienza vive in una villetta alla periferia di Bitonto, praticamente in campagna, a ridosso della ferrovia e a poca distanza dal comando della polizia municipale. Nessuno ha sentito niente, nemmeno le due bambine che erano in casa e stavano già dormendo. E' stato lo stesso Pazienza a denunciare quanto accaduto.
Poco dopo avere massacrato la donna, l'agricoltore ha chiamato alcuni parenti perchè lo raggiungessero a casa, probabilmente perchè si prendessero cura delle figlie. Forse a loro non ha detto niente, forse li ha attesi fuori e poi si è diretto verso la caserma dei carabinieri. Una volta arrivato, ancora in stato di choc ha solo detto ai militari: «Ho litigato con mia moglie». Un sottufficiale lo ha quindi invitato a raccontargli l'accaduto e ha proposto di accompagnarlo a casa. A quel punto, mentre i due stavano per recarsi nell'abitazione dell'uomo, l'agricoltore ha raccontato tutto; ha descritto il litigio, il fatto che lei lo aveva insultato e il modo in cui aveva ucciso la moglie.
Al loro arrivo in casa, i carabinieri hanno trovato il cadavere della donna riverso sul pavimento della cucina. La vittima - hanno accertato gli investigatori - era stata colpita più volte alla testa e in altre parti del corpo con una spranga in ferro. L'arma è stata trovata poco dopo, in campagna. E' stato lo stesso Pazienza a fornire le indicazioni esatte ai carabinieri: se ne era disfatto mentre andava in caserma, lanciandola in un podere vicino alla casa di suo padre.
L'uomo è ora in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato; le due bambine sono state affidate ai nonni.
Paola Laforgia

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