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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 20:08

Bari - Truffa a sistema sanitario per 20 mln

Si consentiva alle aziende farmaceutiche di lucrare sulle iper-prescrizioni di farmaci da parte di medici corrotti, che a loro volta ricevevano costosi omaggi
BARI - Un libro paga con sopra scritti i compensi percepiti dai medici e accanto il voto che l'informatore scientifico esprimeva: le valutazioni erano scarso, sufficiente, buono, oppure, da tornare.
C'è anche il libro mastro della farma-truffa nell'inchiesta dei carabinieri del Nas che stamattina hanno arrestato 60 persone, quattro in carcere e 56 ai domiciliari. In manette sono finiti 18 medici, 16 farmacisti, sei dirigenti e 20 informatori scientifici di molte case farmaceutiche nazionali ed estere per una truffa ai danni del Sistema sanitario nazionale (Ssn) di 20 milioni di euro, compiuta tra il 2002 e il 2004. La circostanza scandalosa rivelata dalle indagini è che farmaci salvavita e costosissime confezioni di medicinali (dal pezzo fino a 700 euro a confezione) finivano nella spazzatura dopo che dalle scatole i farmacisti compiacenti toglievano le fustelle che inviavano al Ssn per il rimborso.
Gli indagati sono accusati di aver preso parte a tante piccole associazioni per delinquere finalizzate alla corruzione (dei medici di base), al falso (per le ricette compilate dai medici di base), alla truffa (ai danni del Ssn) e al comparaggio. Altre 325 persone sono indagate a piede libero. Sono assolutamente estranei alla vicenda i pazienti (soprattutto anziani e invalidi) ai quali i medici prescrivevano medicinali mai richiesti.
Gli arresti di oggi sono scattati dopo i 44 compiuti il 7 e il 25 luglio del 2003, sempre su richiesta del pm inquirente del Tribunale di Bari, Ciro Angelillis. In mattinata i carabinieri hanno anche eseguito 63 perquisizioni in 21 farmacie, 19 ambulatori medici, depositi di farmaci e abitazioni degli arrestati.
Secondo l'accusa, i diversi sodalizi criminali che agivano tra le province di Bari, Lecce, Brindisi, Foggia e Milano facevano in modo che le case farmaceutiche lucrassero sulle iper-prescrizioni di farmaci fatte da medici di base. Questi ultimi venivano corrotti dagli informatori scientifici su istigazione delle case farmaceutiche. I medici consegnavano le ricette alle farmacie 'amichè, i farmacisti - secondo l'accusa - toglievano le fustelle dai farmaci prescritti, le apponevano sulle ricette per ottenere il rimborso dal Ssn e, specialmente durante la notte, gettavano nei cassonetti della spazzatura i farmaci. Durante le indagini sono state sequestrate confezioni di farmaci defustellate per un valore di 300.000 euro gettate poco tempo prima nei cassonetti della spazzatura.
Ai medici corrotti - secondo l'accusa - andavano compensi in danaro (percentuali tra il 10 e il 18% del prezzo dei medicinali prescritti), oppure orologi, telefoni cellulari, materiale informatico, nonchè viaggi di piacere e partecipazioni a congressi scientifici. In più di un caso - ritiene l'accusa - tra medici e informatori scientifici c'è stata anche una trattativa sul tipo di compenso che i sanitari dovevano percepire: ad esempio 5.000 euro al mese al posto di vacanze con la famiglia in luoghi esotici o in capitali europee.
Sprechi che ritiene di aver accertato il pm Angelillis, il quale denuncia che «se le aziende farmaceutiche non spendessero tanti soldi per foraggiare medici compiacenti, probabilmente i farmaci costerebbero meno». Dalle intercettazioni telefoniche compiute sulle utenze di due capiarea di case farmaceutiche emergono, tra l'altro, anche esplicite ammissioni di tangenti versate ai medici. Dice un capo area, riferendosi al frequente ricorso al giro di tangenti: «Io capisco se un mio informatore lavora quando mi chiede ossigeno (danaro, ndr)». Ma c'è anche un'altra ammissione che viene dagli stessi informatori scientifici che commentano al telefono il fatto che un loro collega ha appena gettato nella spazzatura una busta contenente una trentina di farmaci appena defustellati da una farmacia. Uno dice all'altro: «Siamo tutti una razza, il migliore di noi vuole essere ammazzato».
Roberto Buonavoglia

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