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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 04:19

Vendola vuole Giunta al 50% di donne

Per il neopresidente (che ha incontrato i partiti di coalizione) l'Organo regionale dovrà esprimere competenze, radicamento territoriale ed equilibrio tra uomini e donne
BARI - Una giunta che sappia esprimere competenze, radicamento territoriale ed equilibrio tra uomini e donne. Sono questi i criteri ai quali le forze del centrosinistra pugliese si ispireranno per dare vita alla nuova giunta, dopo aver vinto le scorse elezioni. L'identikit di massima del prossimo esecutivo l'ha fatto il neopresidente Nichi Vendola, parlando con i giornalisti dopo aver riunito stasera per la prima volta i segretari dei partiti della coalizione per la formazione della Giunta.
«E' stato un primo incontro di analisi del voto - ha detto Vendola - perchè è importante anche l'indagine sulle ragioni di un voto che ha spiazzato le leggi della politologia e ha prodotto un fatto straordinario. Ha consentito la nascita di un vero e proprio vento del Sud che nelle Regioni meridionali in cui si votava ha determinato la sconfitta del centrodestra».
Ma sono state le stesse ragioni del voto, secondo Vendola, a offrire indicazioni su come operare per il futuro: «Abbiamo cominciato a discutere di questioni di metodo: come si costruisce, come si seleziona una nuova classe dirigente, e i criteri che abbiamo individuato sono la competenza, il radicamento territoriale per evitare il governo centrato su una città, il bisogno di riequilibrare la rappresentanza del genere maschile e di quello femminile, perchè abbiamo una Regione che credo sia all'ultimo posto in Italia per la rappresentanza femminile».
Nella costruzione di questa classe di governo Vendola ha spiegato che sono importanti i segnali di apertura alla società perchè «il centrosinistra - ha detto - deve confermarsi come una grande coalizione capace di andare oltre i confini dei partiti che la compongono, che ne costituiscono l' architrave e la ricchezza e di essere una prospettiva di rinnovamento della società». Vendola ha messo in rilievo che il mandato affidato dal popolo pugliese «è carico di domande forti: ci chiedono di cambiare veramente, e di costruire una rete per i soggetti deboli, di cambiare il senso della politica perchè possa interloquire con la vita, con le attese di soggetti in carne e ossa». «C'è una grande speranza - ha concluso - e il centrosinistra è consapevole di questo compito duro e cercherà di corrispondere a questa attesa».
Il segretario regionale dello Sdi, Onofrio Introna, ha sottolineato, a margine dell' incontro, che non è stata affrontata la discussione che riporti alla quantificazione dei voti. Si sono determinate - ha detto - le condizioni per attenersi ai criteri di scelta per il nuovo governo regionale e i livelli istituzionali: «non solo la giunta quindi ma anche le commissioni, la presidenza del Consiglio e le agenzie di governo dei vari enti sono problemi che vanno affrontati e risolti».
Il segretario regionale dei Ds, Michele Bordo, si è espresso invece sull' ipotesi di un «tiket» Vendola-Frisullo. «Credo sia possibile - ha detto - perchè i Ds sono il primo partito della coalizione e l' unica forza politica che sia cresciuta sul piano elettorale. Siamo comunque aperti alla discussione e alle considerazioni del presidente. Vendola, comunque è espressione del territorio della provincia di Bari e crediamo che una realtà come il Salento possa meritare la figura del vicepresidente».

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