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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 09:35

Arrestati in flagranza mentre scaricavano merce rubata

Nei guai sono finite 13 persone di cui 8 andriesi e 2 coratini, che insieme a 3 lombardi sono accusati a vario titolo di furto e riciclaggio. Nel Milanese sorpresi a scaricare merce rubata dai Tir
Avrebbero agito in trasferta, in collaborazione con alcuni personaggi malavitosi lombardi.
Obiettivo piazzare merce rubata dai Tir in transito su strade ed autostrade del nord'Italia.
Ma la loro avventura è finita in un capannone di Casciano d'Adda, in provincia di Milano, con l'arrivo della Polizia che li ha colti in flagrante mentre stavano scaricando merce risultata rubata da un camion appena ripulito.
Nei guai sono finite 13 persone di cui 8 andriesi e 2 coratini, che insieme a 3 lombardi sono accusati a vario titolo di furto e riciclaggio.
A seguito del fermo, le manette sono scattate ai polsi degli andriesi Nicola Berardino, Franco e Giuseppe Civita, Giuseppe Fucci, Savino Guglielmi, Vincenzo Lombardi, Arcangelo Memeo, Raffaele Muraglia, dei coratini Quercia Antonio e Quercia Luigi, nonché del bergamasco Amedeo Cella e dei milanesi Magini Roberto e Pomposelli Angela.
Domattina dinanzi al gip del tribunale di Milano si terrà l'udienza di convalida in cui la "flotta" dei pugliesi sarà difesa dall'avv. Massimo Ungaro.
Al fermo si è giunti a seguito di una perquisizione del capannone disposta dalla Procura della Repubblica di Torino che avrebbe avuto già alcuni sospetti nei confronti degli indagati lombardi.
Una perquisizione che è andata al di là dei frutti sperati giacché all'arrivo della Polizia l'operazione ha coinvolto anche gli andriesi ed i coratino impegnati alacremente in operazioni di scarico.
Secondo l'accusa la banda aveva il compito di smerciare beni di vario genere rubati dai Tir.
Le indagini dovranno accertare se gli indagati siano direttamente responsabili anche dei colpi ai danni degli autotrasportatori o siano solo un anello, seppur importante, di una catena malavitosa al centro di un fiorente giro d'affari.
Non si esclude che il gruppo, cui al momento non è contestata l'associazione per delinquere, fosse stato composto da personaggi meridionali al fine di rendere più complesse le indagini.
Da accertare, come accade in questi casi, se la banda avesse una precisa organizzazione con specifici ruoli, e dunque dai basisti a chi individuava i canali cui destinare la merce appena rubata.
Antonello Norscia

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