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Martedì 26 Settembre 2017 | 20:08

Marcia di primavera sulla Murgia

E' in partenza la macchina organizzativa per preparare una manifestazione, prevista per il 14 maggio, in difesa del parco nazionale dell'alta Murgia
BARI - E' in partenza la macchina organizzativa per preparare la Marcia di primavera: una manifestazione, prevista per il 14 maggio, in difesa del parco nazionale dell'alta Murgia. Chi è interessato a partecipare alle attività di organizzazione della marcia (13 km: partirà da Gravina per giungere ad Altamura) può presentarsi sabato 9 aprile (ore 16) nella Masseria Martucci, sede del Centro Studi Torre di Nebbia (tel: 0803149809; email: info@altramurgia.it). L'iniziativa, promossa dal Centro, è finalizzata al raggiungimento di tre obiettivi.

«Innanzitutto, fare chiarezza - dice Nino Perrone, uno dei responsabili del Centro Studi Torre di Nebbia - sulla definitiva istituzione dell'Ente Parco».
Nato l'anno scorso, il parco della Murgia, comprende 13 comuni e due comunità montane; di fatto non è ancora stato costituito l'Ente che dovrebbe gestirlo. Quest'ultimo prevede 12 membri: le 7 figure direttive, come il presidente o il direttore generale (la cui nomina spetta al Ministero dell'Ambiente, d'intesa con la Regione) non sono ancora state designate.
«Mentre - continua - i 5 membri che spettano alla Comunità sono già stati eletti. Così c'è una situazione di sospensione che agevola il perpetuarsi di tutte le forme d'illegalità come l'apertura di cave abusive o lo spietramento».
Alla precedente marcia (l'8 novembre 2003 ndr.) parteciparono oltre 20mila persone che ottennero l'accelerazione dell'iter istitutivo del Parco.
«Il secondo obiettivo è la soluzione di una contraddizione grottesca: nel territorio del Parco ampio 65mila ettari, 20 di questi sono occupati dai militari con la presenza dei cinque poligoni militari, più una polveriera».
Di fatto in un'area protetta da norme di salvaguardia ambientale non si può cacciare, tuttavia nel parco delle Murgia si fanno esercitazioni militari.
«Per 180 giorni l'anno, i militari si addestrano con carri armati e artiglieria pesante. In più ci sono le bombe - aggiunge Perrone - che cadono dal cielo, infatti l'esercitazioni comprendono anche gli aeroporti di Amendola e Gioia del Colle. Questo è possibile - sottolinea - perché tra le norme di salvaguardia per tutelare il territorio del parco, il Ministero della Difesa si è preoccupato d'inserire articoli per preservare l'attività militare».
Una situazione particolare che, oltre a riempire il suolo di proiettili e quant'altro di metallico, impedisce l'attività turistica.
«Non ci danno mai un preavviso congruo - assicura - e così diventa impossibile organizzare o pianificare le visite guidate dei molti gruppi stranieri interessati alla Murgia. Parchi naturali e militari: si tratta di una convivenza assurda; potremmo anche arrivare ad innescare ricorsi di carattere giuridico».
Infine, il terzo motivo per cui marciare: «La bonifica dei terreni avvelenati che ancora non arriva. Lo scandalo - ricorda - è avvenuto 2 anni fa, identificati i responsabili, sequestrate le aree ma nulla più. Di fatto le pecore, da cui si ricava il latte per produrre i formaggi di questa zona, brucano l'erba cresciuta sui terreni inquinati. Ma anche le falde acquifere rischiano d'essere contaminate se non s'interviene quanto prima per bonificare il territorio».
Stefania Lisena

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