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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 07:47

Convegno sui beni culturali della Puglia

Si tiene a Bari il 7 e 8 aprile (aula Magna «A. Alto» del Politecnico; incontro aperto e gratuito), la conferenza sul tema: «Metodi e strumenti per la conoscenza e la conservazione del patrimonio architettonico e ambientale». Relazioni a cura dei ricercatori del Cnr
BARI - I beni storico-architetettonici della Puglia al centro di un convegno: si tiene a Bari, la conferenza sul tema: «Metodi e strumenti per la conoscenza e la conservazione del patrimonio architettonico e ambientale». Organizzato dall'Istituto per le Tecnologie della Costruzione (Itc) del Cnr di Bari, per il 7 e 8 aprile (aula Magna «A. Alto» del Politecnico), l'incontro è aperto a tutti e gratuito; mira a diffondere i risultati delle ricerche finanziate dal MIUR nell'ambito del cluster «Beni culturali» in Puglia. Inoltre, sarà cura dei relatori anche delineare possibili indirizzi di ricerca futuri che possano coinvolgere un più ampio spettro di istituzioni e aree del bacino Mediterraneo.
Tutto ciò per sottolineare e non dimenticare che il territorio pugliese, e meridionale in genere, è caratterizzato dalla presenza di un ricco patrimonio di beni culturali che comprende anche un patrimonio minore il più delle volte non censito, spesso localizzato in aree isolate e marginali che deve la propria esistenza unicamente all'interesse delle associazioni locali e delle popolazioni. La tesi sostenuta dai ricercatori, infatti, è quella che proprio la scarsa visibilità e la loro limitata fruizione disincentivano gl'investimenti per la conservazione e la manutenzione dalla storia passata della regione, che finiscono così per degradarsi e distruggersi.
«La Puglia - dice Nicola Maiellaro, ricercatore dell'Itc - è caratterizzata da beni di riconosciuta valenza storico-architettonica (palazzi signorili, chiese, torri e complessi
monumentali), così come testimonianze di operosità sociale (tinali, fornaci, tratturi). A completare il quadro ci sono musei di diverso genere, teatri storici e beni naturalistici di particolare rilievo».
«E' decisamente auspicabile - aggiunge - la costituzione di distretti finalizzati alla valorizzazione e fruizione dei contenitori e dei contenuti culturali presenti, a vantaggio non solo del turismo, ma anche e in particolar modo della popolazione residente».
Questo convegno tenta di promuovere i processi di conoscenza, conservazione e valorizzazione, considerando non solo il singolo bene architettonico, ma l'intero territorio inteso come complesso patrimonio culturale, cercando altresì di mettere l'accento sullo sviluppo di metodi e strumenti in grado di stimolare la valorizzazione delle risorse.
Il primo giorno (7 aprile dalle 10 alle 16.30), il ricercatore Nicola Miella presenterà una metodologia per l'esecuzione di restauri virtuali dei beni culturali architettonici, mirata alla semplificazione delle procedure tradizionali (che prevedono spesso tempi lunghi e forti limitazioni).
Mentre l'8 aprile (dalle 11.30 alle 17.30) la platea della conferenza, tra l'altro, conoscerà S.I.T.I. Ofanto, ovvero un sistema informativo territoriale integrato che è stato progettato per condividere in rete con un browser standard (www.iris.ba.cnr.it/ofanto2004) le conoscenze sul patrimonio culturale e ambientale, applicato alla bassa Valle dell'Ofanto.
Al termine dei lavori verrà sottoposta all'assemblea dei partecipanti uno specifico documento programmatico mirato alla valorizzazione dei beni pugliesi: un obiettivo che richiede diversi supporti di carattere strategico e operativo; tra questi, la creazione di un marchio per rafforzare l'idea di sistema nelle azioni di promozione, comunicazione e marketing del territorio e l'implementazione di sistemi informativi in grado di gestire un quadro conoscitivo in continua evoluzione, come ad esempio un portale internet.
Stefania Lisena

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